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Terzo settore, ecco cosa cambia con la nuova legge

27/05/2016  Attesa da molti anni, la legge delega spiega cosa è il terzo settore, istituisce il registro nazionale, chiarifica l'accesso al 5 per mille, riconosce il servizio civile universale.

Il testo approvato la sera del 25 maggio introduce un serie di elementi da lungo attesi dal mondo del volontariato.

Innanzitutto definisce cos’è il Terzo settore: «Per Terzo settore», recita il testo, «si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, in attuazione del principio di sussidiarietà promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi».

Lo stesso articolo precisa che «con il termine "utilità sociale" si intende ciò che fa bene alla comunità, crea solidarietà, costruisce comunità mediante forme di azione volontaria e gratuita».

Infine «non fanno parte del Terzo settore le formazioni, le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali di categoria economica. Le fondazioni bancarie, pur perseguendo la finalità degli altri enti del Terzo settore».

Vengono istituiti il Registro nazionale del Terzo Settore con le relative modalità di iscrizione (obbligatoria per numerose categorie di enti),  il Consiglio nazionale del terzo settore (quest’ultimo prende il posto dell’Osservatorio del volontariato e dell’Associazionismo di promozione sociale), i Centri di servizio per il volontariato  (anche regionali e sovra regionali) gestiti dalle organizzazioni di volontariato e del terzo settore.

Sono introdotte modifiche per l’accesso al 5 per mille: vi potranno accedere solo gli enti riconosciuti come terzo settore e vengono semplificate le procedure, agevolando anche le donazioni.

Viene istituito, presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, un Fondo per il terzo settore: le risorse sono destinate ad attività di interesse generale promosse da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni. La dotazione è di 17,3 milioni di euro nel 2016 e di 20 milioni di euro a decorrere dal 2017.  

Viene istituita la Fondazione Italia sociale: di diritto privato, ma con finalità pubbliche e con il compito di sostenere, attrarre e organizzare iniziative filantropiche e strumenti innovativi di finanza sociale. Per il 2016 alla Fondazione è assegnata una dotazione iniziale di un milione di euro.

Viene ridisegnata l’impresa sociale come « organizzazione privata che svolge attività d’impresa per le finalità di cui all’articolo 1, che destina i propri utili prioritariamente al conseguimento dell’oggetto sociale ma può remunerare il capitale investito nella misura pari a quanto oggi in vigore per le cooperative a mutualità prevalente, adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività. I settori di attività delle imprese sociali dovranno essere comprese nelle attività di interesse generale che saranno stabilite con un decreto del Presidente del Consiglio. Si prevede inoltre l’aumento delle categorie di lavoratori svantaggiati che dovrebbero comprendere anche le nuove forme di esclusione».

Tra le novità, infine, viene riconosciuto il servizio civile universale aperto anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti. Previsto uno status giuridico specifico per i volontari in servizio civile. I progetti dovranno essere accreditati e possono avere durata variabile tra otto mesi e un anno. Il servizio civile potrà essere svolto anche in parte all'estero in uno degli Stati membri dell’Unione europea o, per iniziative riconducibili alla promozione della pace e della nonviolenza e alla cooperazione allo sviluppo, anche nei Paesi extra europei.

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