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Terzo settore, il ministro Catalfo replica a Zamagni: «Altro che boicottaggio, lo abbiamo rafforzato»

10/02/2021  «Dal primo giorno in cui mi sono insediata al ministero, il mio impegno e l’attenzione nei confronti del Terzo Settore sono stati massimi. È indubbio che ci sia ancora lavoro da fare ma quella secondo cui la stessa sarebbe stata “penalizzata” è un’affermazione lontanissima dalla realtà»

Dopo l’intervista dell’economista Stefano Zamagni su Draghi e il suo pensiero economico, ospitiamo la replica del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, che interviene sulla legge di riforma del Terzo Settore.

 

di Nunzia Catalfo*

Nell’intervista del professor Zamagni pubblicata da Famiglia Cristiana on line vi sono delle argomentazioni che appaiono non corrispondenti al lavoro realmente svolto da questo ministero. Riguardo all’affermazione secondo la quale i provvedimenti più importanti di attuazione della riforma non sono stati emanati ritengo necessario sottolineare che nel biennio 2019-2020 hanno visto la luce: le linee guida sul bilancio sociale; le linee guida sulla valutazione dell'impatto sociale; la disciplina delle erogazioni liberali in favore degli enti del Terzo Settore; il varo dei modelli di bilancio; la disciplina attuativa del cinque per mille; il decreto sul funzionamento del registro unico nazionale del Terzo Settore. 

Contemporaneamente, abbiamo ottenuto il parere favorevole del Consiglio di Stato sul regolamento riguardante le attività diverse; il regolamento sul social bonus è stato portato all’attenzione delle altre amministrazioni concertanti; sulle linee guida sulla raccolta fondi sono state acquisite le osservazioni del Consiglio Nazionale del Terzo Settore.  Gran parte di questo importante lavoro, condiviso con il Consiglio nazionale del Terzo Settore del quale anche il professor Zamagni fa parte, è stato sviluppato nel corso del 2020, in piena emergenza pandemica, di fronte alla quale il Governo uscente ha messo in campo risposte sollecite e adeguate alle esigenze del Terzo Settore, a partire dal decreto “Cura Italia” per proseguire con il decreto “Rilancio” e con i successivi provvedimenti legislativi.

 L’elenco delle misure sarebbe lungo, qui mi limito a ricordare l’estensione dell’accesso alla cassa integrazione per gli Enti del Terzo Settore (ETS), la proroga dei termini per gli adeguamenti statutari, l’accelerazione delle procedure di erogazione del cinque per mille, l’incremento di 100 milioni di euro del fondo per il sostegno alle attività di interesse generale, la costituzione di un fondo straordinario per i ristori degli ETS dotato di 70 milioni di euro.

Proprio con il decreto “Rilancio” ho voluto affermare l’idea che la ripresa del Paese passi non solo attraverso il sostegno alle imprese, ma anche ai soggetti che svolgono attività di interesse generale senza fini di lucro, da tutelare attraverso l’estensione di strumenti inizialmente previsti per le imprese (come i crediti di imposta e le misure di sostegno alla liquidità) a tutti gli enti non commerciali, compresi gli ETS e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Altrettanto importante è il “come” si sia arrivati a questi risultati, attraverso, cioè, un metodo di lavoro basato sul dialogo sociale con le rappresentanze degli ETS e sulla collaborazione istituzionale con le Regioni.

 Voglio infine evidenziare come il principio costituzionale di sussidiarietà abbia trovato un costante difensore proprio nel ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (anche quando tale posizione veniva messa in discussione da altre istituzioni), che, non a caso, ha preso l’iniziativa di costituire un gruppo di lavoro con i rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali e del Terzo Settore per redigere le linee guida sugli istituti collaborativi tra pubbliche amministrazioni ed ETS, previsti dal Codice, la cui elaborazione si è conclusa di recente. Dal primo giorno in cui mi sono insediata al ministero, il mio impegno e l’attenzione nei confronti del Terzo Settore sono stati massimi. È indubbio che ci sia ancora lavoro da fare per attuare pienamente la riforma, ma quella secondo cui la stessa sarebbe stata “penalizzata” e addirittura “boicottata” è un’affermazione lontanissima dalla realtà.  

*ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

(Immagine in alto: Ansa)

 

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