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domenica 27 settembre 2020
 
l'indagine
 

Dopo il lockdown, italiani over 50 pronti ad aiutare gli altri e il Terzo settore

10/09/2020  La pandemia ha reso i nostri connazionali, fra i 25 e i 75 anni, più altruisti, pur nelle preoccupazioni. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Comitato Testamento solidale, secondo la quale molti italiani, soprattutto nella fascia della terza età, conoscono il lascito solidale, hanno già donato o sono molto propensi a donare in favore di un'organizzazione.

La pandemia del Coronavirus ha generato in tantissime persone ansia, sofferenza, paura, depresisone, senso di precarietà e di incertezzza. Eppure, dopo il lungo lockdown per arginare il virus, gli italiani si sono riscoperti anche più generosi e solidali, pronti ad aiutare il prossimo, a fare qualcosa per gli altri. Questo, forse, è uno dei pochi aspetti positivi di un grande cambiamento che il Covid-19 ha prodotto sul nostro stile di vita e sulla nostra mentalità. A dimostrarlo è l’ultima ricerca ““Gli italiani e la solidarietà dopo il Coronavirus” diffusa in occasione della Giornata internazionale del Lascito solidale, che si celebra il 13 settembre. Lo studio è stato condotto nell’utlima settimana di giugno 2020 da Walden Lab per il Comitato Testamento solidale, di cui fanno parte ventidue organizzazioni non profit e ha coinvolto un campione di mille casi rappresentantivi dei circa 40 milioni di italiani di età compresa tra 25 e 75 anni.

Dai dati dell’indagine emerge che tra gli over 50 due su dieci hanno compiuto, o sono propensi a compiere, un lascito solidale a favore di un’organizzazione e che l’11% ha pensato di fare un lascito a seguito dell’emergenza Covid-19. Rispetto al 2018, si registra un incremento dell’8%: in qualche modo la pandemia ha modificato le nostre prospettive e il nostro sguardo verso il mondo che ci circonda e verso gli altri. La tragedia del virus, insomma, ha causato gravi problemi economici e allargato le sacche di povertà, ma sembra che non abbia reso gli italiani più egoisti e individualisti. I nostri connazionali si dimostrano spaventati, preoccupati, certo, ma non chiusi in se stessi e rassegnati: un italiano si tre ritiene infatti che oggi le persone siano diventate più sensibili alle difficoltà degli altri.

Sempre secondo la ricerca, più di 6 italiani su 10 dichiarano di essere stati almeno una volta nella vita donatori o sostenitori di cause benefiche; nel corso del 2019 il 21% ha donato a una organizzazione non profit per una causa solidale, mentre nel primo semestre del 2020 la percentuale raggiunge il 28%, con un incremento di ben 7 punti. In maggior parte si tratta, ovviamente, di donazioni in favore di progetti e cause legati all’emergenza sanitaria: i tre quarti dei donatori dichiarano infatti di avere donato per sostenere la Protezione Civile ed altri enti  impegnati nella risposta all’epidemia. 

Un’altra buona notizia che emerge dallo studio è che il lascito o testamento solidale non è più uno sconosciuto: il 72% della popolazione italiana fra 25 e 75 anni dichiara di essere cosciente di cosa si tratta. A risultare particolarmente consapevoli e sensibili nei confronti del testamento solidale sono gli over 50. In questa fascia di popolazione la tendenza a fare un lascito registra una crescita molto evidente rispetto agli anni passati: l’80% del 2020 contro il 58% del 2018 e il 55% del 2016. Un segmento di popolazione- cosidetta “silver”, ‘d’argento - che acquista sempre più dimestichezza con il Web e che usa preferibilmente Internet per ricevere informazioni, farsi un’idea e contattare le associazioni.

Si dona, soprattutto, ad organizzazioni che si ritengono meritevoli di fiducia e, a seguire, anche ad enti che perseguono cause che stanno a cuore sono condivise. In generale, dopo il periodo del lockdown, il Terzo settore viene percepito come un’àncora di salvezza. Gli italiani intervistati dimostrano di fidarsi di meno delle banche - 71 italiani su 100 pensano che gli istituti bancari potrebbero fare molto per rendere migliore il nostro Paese - e anche dell’Unione europea (il 31% pensa che stia dando il suo contributo ma il 76% ritiene che potrebbe fare di più). Mentre 65 italiani su 100 pensano che le organizzazioni del non profit abbiano fatto e stiano facendo molto e che il ruolo del Terzo settore nella gestione dell’emergenza sanitaria sia stato e continui a essere determinante. 

«L’emergenza Coronavirus ha reso gli ambiti dei nostri interventi ancora più critici», afferma Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro, «e il sostegno che le organizzazioni non profit possono dare a tante cause sociali dal contrasto della povertà alla lotta alla fame, dalla cura delle persone con malattie degenerative e disabilità, alla ricerca scientifica, dalla salvaguardia dell’ambiente alla difesa dei diritti umani è oggi ancora più decisivo. Predisporre un testamento solidale è una scelta di cui tante persone parlano apertamente con i propri familiari, non è necessario disporre di grandi patrimoni e si può valutare di destinare ad un’organizzazione non profit anche una piccola somma per aiutare gli altri». Per informazioni: www.testamentosolidale.org.

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