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domenica 31 maggio 2020
 
The Sun
 

The Sun, la nostra canzone per i martiri di Mosul

23/05/2015  Francesco Lorenzi, leader della più importante rock band italiana di ispirazione cristiana, racconta la genesi del singolo del loro nuovo album "Cuore aperto".

Quando si è trattato di decidere il singolo apripista di Cuore aperto, il nuovo disco dei The Sun disponibile dal 15 giugno, il leader del gruppo,  la più importante rock band di ispirazione cristiana, Francesco Lorenzi è stato assalito dai dubbi. Poi la scelta è caduta su "Le case di Mosul". Una scelta meditata che ci spiega direttamente lui:

"L'estate scorsa rimasi choccato dalla notizia dell'omicidio del professor Mahmoud Al'Asali - docente di legge al dipartimento di pedagogia dell'Università di Mosul.  Un intellettuale musulmano, esperto in diritto coranico, che viene ammazzato dagli islamisti del califfato di fronte ai suoi studenti e poi decapitato per aver difeso i diritti dei cristiani, è qualcosa su cui non si può soprassedere. Perciò quel giorno lessi tutti gli articoli disponibili sul web a riguardo, sperimentando una empatia viscerale verso il professore e verso i tanti Giusti che hanno dato loro stessi in nome della Verità. Mi ritrovai in uno stato simile a quello che sperimento quando medito la Passione di Cristo. Dare la vita di fronte ai propri studenti per rendere testimonianza alla giustizia, per custodirli dall'oblio della paura e della menzogna: esiste forse un esempio attuale più potente di questo?".

Quell'episodio così doloroso diede a Lorenzi l'ispirazione per la canzone.  Ispirazione che si alimentò con la lettura di un libro che nei mesi successivi accompagnò il musicista: La guerra dei nonni di Aldo Cazzullo. "Leggendo le tante testimonianze contenute nel libro, mi resi conto che la guerra in Italia, cento anni fa, non era meno brutale di quello che accade oggi in medio oriente. Rimasi sconvolto da come alcuni italiani con gradi di comando superiore trattavano quelli di grado inferiore, compiendo atti tremendi, senza alcuna umanità. Iniziai a comprendere meglio che il problema non sta nell'Islam in sé, ma nella mancanza di educazione all'Amore, alla verità e all'empatia, di generazione in generazione, di epoca in epoca. Da quel momento in poi, il ricordo dei miei due bisnonni e due nonni – rispettivamente soldati per l'intera prima e seconda guerra mondiale - mi ha guidato durante la scrittura de Le case di Mosul. La canzone, per questo, pur radicandosi nel presente, poggia su valori universali che attraversano le epoche, le culture e i differenti credo religiosi.Quando scrissi la conclusione del testo, con le domande “Dov'è l'amore? La compassione? La verità? La distinzione tra il Bene e il Male?”, non era solo la voce del professore Mahmoud Al'Asali a parlare dentro me, ma erano anche i miei nonni insieme a tutti coloro che stanno subendo dei conflitti. Nonostante ogni atrocità vista e sofferta, tutti questi miei parenti e anche il professor Al'Asali sono stati accomunati da una stessa conclusione, che ha dato la direzione alla loro vita: “Nessuno risponde. Ma io credo in Te”.

Arriviamo così 27 marzo, termine della registrazione del nuovo album. C'è da scegliere il brano che farà da singolo. "In quel momento decisi di mettermi di fronte al Signore e pregare, presentandogli le mie perplessità e insicurezze. Gli chiesi di darmi chiarezza interiore e, se necessario, di mostrarmi con evidenza la via da percorrere. Terminata questa intensa preghiera, presi il sussidio quaresimale che stavo leggendo di giorno in giorno e, per venerdì 27 marzo, era prevista questa riflessione: “A Baghdad, domenica 27 luglio, oltre duecento musulmani hanno partecipato, in segno di solidarietà, alla Messa. Molti innalzavano cartelli con la scritta Sono un iracheno, sono cristiano. Altri portavano cartelli con la frase Siamo tutti cristiani, con una N finale che riproduce la lettera tracciata dai terroristi del califfato sulle abitazioni dei cristiani. Il professor Mahmud Al'Asali, docente di legge al dipartimento di pedagogia dell'Università di Mosul, non ha accettato di rimanere in silenzio di fronte alle violenze contro i cristiani. Ha avuto il coraggio di schierarsi apertamente contro ogni forma brutale di costrizione, da lui giudicata contraria ai dettami dell'Islam. Un gesto che – però – ha pagato con la vita: i miliziani dell'Isis l'hanno ucciso il 21 luglio”. Rimasi senza parole, attonito da quanto avevo appena vissuto. Avevo chiesto al Signore una risposta, ma mai avrei pensato di ricevere un tale segno, tra l'altro in modo così immediato, senza possibilità di replica o ulteriore dubbio".

Le case di Mosul è così diventato il nuovo singolo dei The Sun: ecco qui il video.

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