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giovedì 18 agosto 2022
 
il commento
 

Tiziano Ferro e la paternità

02/03/2022  Non mi permetto di mettere in dubbio l’amore che Tiziano e Victor sono in grado di dare a dei bambini. Non ho difficoltà ad ammettere che possa essere uguale se non superiore a quello di una coppia eterosessuale. Dico solo che nessuno può dare quello che non ha (di Maurizio Patriciello)

«Da che parte stai?» È la domanda che dovrebbe eliminare ogni ambiguità. Da che parte stai, quando una donna decide di non accogliere il bambino che porta in grembo? Rispondere secondo le leggi che regolano l’aborto è facile, mettersi nei panni della gestante e anche della nuova vita che vorrebbe e ha il diritto di nascere, non lo è per niente.  Ci si sente lacerati. Dai rimorsi, dalla vigliaccheria, dai sensi di colpa. Dall’ ipocrisia. Da che parte stai quando le bombe, stupide e assassine, distruggono intere famiglie colpevoli solo di abitare al di là di un confine conteso? Da un punto di vista politico è semplice, dal punto di vista della fratellanza umana lo è di meno. Da che parte stai, dunque? Anche tu devi prendere posizione. Gli uomini di buona volontà sempre dovranno stare dalla parte della verità, anche quando si dovesse ritorcere contro i loro stessi interessi, anche quando fa male, o mette in difficoltà il loro pensiero, i loro ideali.

«La verità vi farà liberi» disse Gesù. La verità non teme confronti, umiliazioni, ritorsioni. La verità ci fa cittadini del mondo, ci dona pace. La realtà è sempre più complessa di quanto possa sembrare. Occorre avere il coraggio di indagarla con umiltà, intelligenza, amore. Tiziano Ferro è un fratello omosessuale. Ha un compagno, Victor, che ama e dal quale è riamato. Non è nostra intenzione entrare nella loro vita privata, ce ne vergogneremmo. In questi giorni, però, i due annunciano al mondo di essere diventati genitori di due bambini, Margherita e Andres. I commenti sui social, come sempre, si sprecano. C’è chi li offende, prendendosi una libertà che a nessuno è concessa mai; chi, al contrario, esulta, pensando di trasformare questa storia in una battaglia ideologica; chi, perplesso, non sa che cosa dire. Ritorna la domanda: « Da che parte stai?» Domanda subdola, pericolosa. Basta poco per essere catapultati in un campo minato del quale non condividi niente. Basta poco per suscitare un polverone inutile e dannoso. Eppure la domanda attende e pretende una risposta. Da parte nostra, nulla togliendo alla libertà di due persone che si amano e vivono insieme, crediamo - e lo riaffermiamo - che un bambino, che da sempre è nato da un padre e una madre, ha bisogno, nel corso della sua infanzia, adolescenza, prima giovinezza, di un padre e una madre. Verità elementare, scontata, oserei dire banale. Purtroppo, nel mondo non tutti i bambini hanno avuto ed hanno le stesse opportunità. I bambini nati nei Paesi ricchi saranno educati, coccolati, viziati; gli altri dovranno arrangiarsi per tirare avanti, per non essere rapiti, sfruttati, venduti. Mondo crudele per migliaia di bambini colpevoli di niente. Mondo infame quello che sulla pelle dei bambini e delle donne povere e sfruttate non si vergogna di fare commerci e affari. Tanti uomini e donne generosi si fanno avanti e – per quanto possono – tentano di sopperire alla mancanza della famiglia di origine. Tentano di alleviare il dolore di queste vite innocenti. Tentativi nobilissimi. I bambini provati dalla sofferenza e privati dall’affetto dei propri genitori, avvertiranno, per il resto della vita un vuoto incolmabile. Una serena indagine a riguardo metterebbe in luce, meglio di mille parole, questa realtà.

Gli adulti, dunque, di qualsiasi Paese, si organizzano per il bene dei bambini. I bambini, innanzitutto. I bambini, soprattutto. E poiché non c’è mai un dare senza avere, ecco che, sovente, di rimando, si compie il miracolo della gioia anche per essi. Io non so in quale modo Tiziano e Victor siano diventati genitori. Posso immaginarlo. Spero solo che non siano ricorsi all’ obbrobriosa pratica dell’utero in affitto. Felice di saperli felici, corro col pensiero a Margherita e Andres, ai loro diritti conculcati, al loro futuro, alla loro psicologia. Non mi permetto di mettere in dubbio l’amore che Tiziano e Victor sono in grado di dare loro. Non ho difficoltà ad ammettere che possa essere uguale se non superiore a quello di una coppia eterosessuale. Dico solo che nessuno può dare quello che non ha. E in una coppia omogenitoriale, nessuno dei due può dare l’amore, la tenerezza, la comprensione, l’attenzione, le coccole, la dolcezza che solo una mamma sa e può donare al suo bambino. Da che parte stiamo, dunque? Sempre dalla parte dei bambini innocenti e dei loro inalienabili diritti. Sempre dalla parte dei più deboli. Sempre dalla parte della verità. Mai come in questo campo occorre essere chiari con se stessi e con gli altri. Per amore, solo per amore. 

 
 
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