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lunedì 23 maggio 2022
 
Teatro
 

Toni Servillo e la nobiltà del teatro

11/10/2016  Un maestro e un'allieva si incontrano in un teatro chiuso per creare un nuovo personaggio. Il regista e attore porta al Piccolo Teatro, dall'11 ottobre al 18 dicembre, "Elvira" di Brigitte Jaques Gallimard: una riflessione sul senso di un mestiere e sulla trasmissione del sapere fra le generazioni.

ELVIRA DI TONI SERVILLO AL PICCOLO TEATRO  Era da tempo che Toni Servillo aveva in mente uno spettacolo su Elvire Jouvet 40. «Dopo anni in cui le sue riflessioni sul teatro e sul lavoro di attore mi hanno fatto compagnia nell’affrontare repertori diversi, da Molière a Marivaux, da Eduardo a Goldoni – ha dichiarato il regista-attore  – mi è parso necessario che arrivasse il momento di un incontro diretto». Il momento è arrivato ed Elvira sarà al Piccolo Teatro di Milano da oggi fino al 18 dicembre.

Con quello spirito che abbiamo imparato a conoscere e ad amare negli spettacoli ospitati ma anche coprodotti con la sua compagnia, Servillo si accosta a Elvire Jouvet 40, affrontandolo nella nuova traduzione commissionata a Giuseppe Montesano, avendo accanto una giovane allieva, che incarna il futuro nella vitale trasmissione di sapere fra le generazioni. Si tratta di un testo caro alla storia del Piccolo Teatro  in cui Brigitte Jaques trascrisse le Sette lezioni di Louis Jouvet a Claudia sulla seconda scena di Elvira nel Don Giovanni di Molière.

Trent’anni dopo Strehler, con Toni Servillo le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano nuovamente la stessa stringente attualità. «Elvira – ha spiegato Servillo – porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati nel particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi». 

Elvire Jouvet 40 vanta oggi un duplice valore: è anzitutto  un vero e proprio testo di poetica, apologo del teatro, del mestiere dell’attore e della sua missione civile; diventa per questa via anche un punto di riferimento utile per tutti, al di fuori della scena, soprattutto in un'epoca liquida e caotica come la nostra.

 
 
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