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martedì 19 ottobre 2021
 
 

Topolino, cosa cambia per i lettori

01/08/2013  La storica testata, insieme ad altre della Disney, passa alla Panini. Che cosa cambierà per i lettori? Probabilmente nulla. Però è il segnale delle nuove strategie della Disney.

L'album delle figurine Panini e un numero di "Topolino".
L'album delle figurine Panini e un numero di "Topolino".

Prime pagine sui quotidiani, aperture di siti, passaggi televisivi e un mare di commenti. La notizia dell’accordo tra Disney Publishing e la Panini Comics, con quest’ultima che rileva la licenza per pubblicare le testate della Disney Italia (da Topolino a Bambi, passando per Art Attack e Winnie the Pooh) ha tenuto banco per tutto il giorno di ieri.

In un primo momento l'accordo ha messo in allarme i dipendenti, preoccupati per un eventuale trasferimento dalla sede di Milano. Una nota congiunta Disney-Panini diffusa oggi sembra fugare i timori: «Disney Italia e Panini S.p.A sono liete di comunicare che il team publishing, interessato dall’accordo di trasferimento delle attività editoriali, proseguirà a lavorare nella zona di Milano in modo da assicurare continuità al gruppo di lavoro». Un'altra nota di ieri garantiva invece la continuità dell'attività editoriale, grazie alla collaborazione fra i due partner: «Disney Italia e Panini S.p.A. hanno sottoscritto un accordo preliminare per il trasferimento delle attività editoriali relative alle riviste Disney in Italia. L’operazione permetterà di valorizzare l’esperienza di Panini, editore multinazionale italiano leader nel mercato dei comics, che ha al suo attivo una lunga e fruttuosa collaborazione nella distribuzione dei periodici Marvel. Disney rimarrà comunque fortemente coinvolta in tutti i prodotti editoriali oggetto dell’accordo, al fine di garantire il patrimonio e l’alta qualità di storie e fumetti che hanno accompagnato e divertito intere generazioni di italiani».   
 
Se tutto ciò fa pensare che nulla cambierà per i lettori, fra le righe l'operazione dice molte cose. La prima è la conferma dell’ormai comprovato disinteresse di The Walt Disney Company per il mondo del fumetto, spostando definitivamente la sua attenzione su altre piattaforme dove poter far scorazzare paperi e topi, oltre all’acquisizione, nel 2009, della Marvel Entertainment Inc. con il portafoglio di Supereroi da Spider Man ai Fantastici Quattro passando per Thor e Iron Man. Cinema e diritti cinematografici, parchi di divertimenti, piattaforme digitali e televisive sono le praterie in cui The Walt Disney Company ha deciso di giocare la sua partita per l’ Entertainment mondiale.

L’eccellenza – perché il fumetto italiano Disney è eccellenza – forse uno dei tanti lati nascosti del Made in Italy, non riesce a sostenere la rivoluzione economico-comunicativa che si sta consumando ai nostri giorni. Per qualche osservatore economico si tratta si tratta di uno dei tanti segni della crisi economica del Paese e dei periodici, con le sue pesanti ricadute pubblicitarie e i tentativi di ristrutturazione del mondo dei Periodici. In poche parole la Disney non ritiene strategico il mondo del publishing, ma soprattutto non è soddisfatta dei ricavi.

La messa in vendita delle licenze non è certo una novità, lo stesso Topolino ha avuto diverse fasi nel nostro Paese, la più nota è certamente quella del Periodo Mondadori, un editore che ha fatto crescere in qualità il mondo di paperi e topi. Così come non stupisce l’acquisizione da parte della Panini delle licenze. La Panini è una grande acquirente e trader di licenze (intorno alle 220) con una piattaforma distributiva che copre 110 Paesi (con un potenziale di 400 milioni di ragazzi) segnala un pezzo apparso su il Mondo il 4 giugno 2013, sulla carta una potenza anche se, sempre lo stesso articolo, riportava che la possibilità che la Panini possa essere venduta, stimando in un miliardo il costo dell’operazione.

Ora, con l’acquisizione delle licenze Disney (e soprattutto del suo parco abbonati), il piatto diviene ancora più appetitoso. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse. Se Panini valorizzerà il patrimonio creativo della Disney Italia e se, dopo il prestigioso traguardo, del numero 3000 di Topolino, l’acquisizione della licenza porterà a un rilancio del fumetto Disney made in Italy. Questa sarà la discriminante a cui guardano tutti gli appassionati. Ci si augura anche un’attenzione particolare al fumetto per ragazzi, da sempre nella tradizione di Topolino. Le responsabilità sono enormi, anche culturalmente, al di là delle dimensioni economico-strategiche.

Una facezia curiosa: ora a Modena si trova in casa due topi.
Il blasonato Topolino e il mitico Rat-Man, il fenomeno italiano nato negli anni ’90 creato da Leo Ortolani.

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