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mercoledì 27 ottobre 2021
 
SOLIDARIETÀ
 

Chiesa e banca insieme in aiuto dei lavoratori

09/02/2021  Succede a Torino, con un innovativo progetto di accompagnamento al credito per microimprese e lavoratori autonomi. L’iniziativa ha per protagonisti l’Arcidiocesi subalpina e il gruppo Intesa San Paolo, con il coinvolgimento della fondazione Mario Operti (braccio operativo della pastorale sociale e del lavoro), delle associazioni di categoria e della Compagnia di San Paolo

Chiesa e banca insieme per sostenere i lavoratori messi in ginocchio dalla crisi pandemica. Succede a Torino, con un innovativo progetto di accompagnamento al credito per microimprese e lavoratori autonomi. L’iniziativa ha per protagonisti l’Arcidiocesi subalpina e il gruppo Intesa San Paolo, con il coinvolgimento della fondazione Mario Operti (braccio operativo della pastorale sociale e del lavoro), delle associazioni di categoria e della Compagnia di San Paolo. Può sembrare una semplice coincidenza, però fa riflettere. Proprio mentre è in corso la presentazione del progetto, inizia a circolare la notizia della morte di un uomo senza fissa dimora, trovato di prima mattina nel dehors di una caffetteria, dove di solito andava a dormire. Era stata la perdita del lavoro a spingerlo in mezzo alla strada. Ed è impossibile non chiedersi se, con una diversa rete di sostegno, quell’uomo si sarebbe potuto salvare. Non solo dal freddo, ma anche dalla perdita di dignità e di fiducia in se stesso.

In questo contesto, le parole dell’arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, diventano un monito ancora più forte: «Il lavoro è la prima emergenza sociale. Era un nodo critico già prima dello scoppio violento della pandemia; oggi lo è diventato drammaticamente. E senza le imprese non può esistere lavoro». Gli ultimi dati relativi al Piemonte parlano chiaro e sono allarmanti: secondo l’Ires, a dicembre 2020 erano 33.000 le aziende e quasi 100.000 i lavoratori interessati dalla Cassa integrazione in deroga, con una spesa stimata di circa 182 milioni di euro. Da gennaio a novembre 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, c’è stato un calo di 174.000 assunzioni. E più di 15 famiglie ogni 1.000 hanno richiesto il reddito di emergenza. Insomma, il mondo del lavoro ha disperatamente bisogno di ossigeno.

Il progetto di Diocesi e Intesa San Paolo va proprio in questa direzione. In sostanza, il programma del fondo Sorriso (già avviato durante il primo lockdown per sostenere imprese e famiglie a rischio) viene ampliato con una secondo linea di credito, rivolta specificamente a micro-imprese e lavoratori autonomi del territorio. Ai beneficiari che ne avranno i requisiti, verranno concessi finanziamenti rimborsabili in massimo 6 anni, con un tasso dello 0,4% grazie alla garanzia prestata dalla Fondazione Operti, moltiplicata da Intesa Sanpaolo. Il punto di forza del sistema sta nell’accompagnamento congiunto, che fornirà ai lavoratori coinvolti competenza professionale per la valutazione dei progetti, ma anche sostegno morale per guardare al futuro con più fiducia. Intesa San Paolo mette a disposizione una rete di filiali per dar corso immediato agli interventi. L’iniziativa coinvolge un territorio vasto, che di fatto coincide con la Diocesi di Torino: 137 Comuni dell’area metropolitana, 15 in provincia di Cuneo e 6 in provincia di Asti.

«Essere una Banca d’impatto ci permette di dare ascolto e risposta ad esigenze che vanno oltre alla tradizionale attività creditizia, ma che reputiamo fondamentali per il benessere comune». Questo il commento di Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo. «Il clima economico e sociale che stiamo vivendo rischia di divenire drammatico se non vengono messe in campo tutte quelle azioni, interventi e progetti necessarie a salvaguardare l’autonomia, il benessere delle persone e le opportunità di sviluppo» ha sottolineato l’arcivescovo Nosiglia, dopo aver ringraziato i sostenitori del progetto. «È ormai patrimonio comune l’idea che valore economico e valore sociale si mescolino e siano elementi altrettanto importanti per lo sviluppo dei territori. Questa importante comune consapevolezza renderà il programma una sperimentazione innovativa, anche mediante la presenza di molte Amministrazioni Comunali con cui stiamo collaborando e che si sono rese partecipi dell’iniziativa».  

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