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Torino e Chambéry unite nel segno della Sindone

31/03/2014  La città della Savoia ospitò il Santo Sudario tra il 1453 e il 1578, prima del trasferimento a Torino. Una delegazione piemontese, guidata da monsignor Cesare Nosiglia, si è recata in Francia portando in dono due copie del telo: una destinata alla Cattedrale e l'altra per la Sainte Chapelle del palazzo ducale. «I tratti dell'uomo della Sindone custodiscono un messaggio universale», ha detto monsignor Nosiglia, «il messaggio dell'amore che vince, del dono di sé in nome di un bene comune superiore»

Torino e Chambéry unite nel nome della Sindone. L'ostensione straordinaria, programmata per il 2015, in concomitanza col giubileo salesiano, diventa l'occasione per riscoprire una storia di vicinanza. Non solo geografica, ma anche spirituale e culturale. Fu infatti la città della Savoia a ospitare il Santo Sudario tra il 1453 e il 1578, prima del trasferimento a Torino. Ecco perché una delegazione piemontese, guidata da monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode della Sindone, è partita alla volta di Chambéry, portando in dono due copie del telo: una destinata alla Cattedrale e l'altra per la Sainte Chapelle del palazzo ducale.

L'Arcivescovo è stato accolto dal suo omologo francese monsignor Philippe Ballot, ma anche dalle autorità cittadine e da rappresentanti del mondo delle istituzioni. L'incontro, episodio inedito, non rappresenta solo l'abbraccio tra due singole comunità, ma, in un momento storico molto particolare, assume una portata più ampia. «L'Europa - ha ricordato monsignor Nosiglia - trova le sue origini culturali e le sue stesse radici nella storia dei pellegrinaggi. Quello che stiamo preparando a Torino per il prossimo anno è un grande pellegrinaggio, che richiamerà fedeli da ogni parte del mondo: sarà l'occasione per riscoprire il valore di legami profondi, rinsaldati dalla fede che ci unisce e da valori comuni, a volte dimenticati».

Insieme i due arcivescovi hanno celebrato la Messa nella Sainte Chapelle, in un clima di grande raccoglimento, davanti a un'assemblea a tratti commossa. Le vicissitudini storiche hanno lasciato tracce durature nella memoria delle due città, ma ora è tangibile il desiderio di andare oltre. «La Sindone che senza la nostra volontà è partita da qui - ha detto monsignor Ballot ricevendo una delle copie del telo - in un certo senso oggi ritorna a noi grazie alla vostra volontà. Quando due volontà si uniscono, questo è il segno della presenza di Dio».

Oggi come nei secoli passati, la Sindone con i suoi interrogativi continua a essere il punto di partenza per una riflessione che tocca i cardini dell'esistenza umana. «Il sudario ci parla della morte, una realtà che non è ignorata dal cristiano, ma inserita nel cuore del suo atto di fede, nel mistero e nella vita di Dio. In quest'immagine così preziosa - ha aggiunto l'arcivescovo francese - noi contempliamo il volto dell'Amore». I tratti dell'uomo della Sindone custodiscono dunque «un messaggio universale - ha aggiunto monsignor Nosiglia - il messaggio dell'amore che vince, del dono di sé in nome di un bene comune superiore».

Al viaggio a Chambéry ha partecipato anche la Confraternita del Santo Sudario, testimonianza viva della devozione alla Sindone in Piemonte. Da rimarcare inoltre la presenza del Centro Internazionale di Sindonologia, una realtà unica, capace di contemperare gli aspetti spirituali con il rigore della ricerca storica e scientifica. Ma le due città si scoprono unite anche da un altro legame profondo, che riemerge proprio in occasione delle celebrazioni per don Bosco. Forte è a Chambéry la presenza salesiana e la Savoia è anche la terra di san Francesco di Sales, l'ispiratore del santo dei giovani.

Non si è trattato però solo di un pellegrinaggio spirituale. Importante anche la dimensione politica. Della delegazione italiana, infatti, hanno fatto parte il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e l'assessore alla cultura e alle relazioni internazionali Marco D'Acri. Il gruppo è arrivato in Francia in un giorno particolare, all'indomani delle elezioni che hanno ridisegnato gran parte della fisionomia politica del Paese. Anche a Chambéry si è appena verificato un cambio di rotta: il sindaco socialista Bernadette Laclais, in carica fino ad ora, è stato battuto dallo sfidante Michel Dantin.

La delegazione è stata ricevuta sia in Municipio dalle autorità cittadine, sia nel palazzo ducale dal presidente del Consiglio della Savoia Hervé Gaymard. Entrambi gli incontri si sono svolti all'insegna della cordialità. Tutto fa pensare all'inizio di una fruttuosa collaborazione. "E' importante - ha raccontato a Famiglia Cristiana monsignor Ballot - vedere la compresenza delle autorità ecclesiastiche e di quelle civili, in un Paese dove queste due sfere tendono a rimanere rigorosamente separate". Parole che sembrano trovare cuna conferma architettonica nella Sainte Chapelle, di proprietà del Consiglio della Savoia, ma gestita dalla Diocesi. Un caso raro in Francia.

A conclusione della visita monsignor Nosiglia ha invitato il suo omologo francese a Torino, a partecipare alla celebrazione presieduta da papa Francesco.
Il Pontefice infatti visiterà sicuramente il capoluogo piemontese durante l'ostensione, anche se la data esatta non è stata ancora fissata. La collaborazione tra Torino e Chambéry inoltre investirà l'ambito culturale, attraverso la condivisione di mostre a tema e documenti legati alla storia della Sindone.

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