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martedì 19 ottobre 2021
 
 

Tortura, cosa dice la (nuova) normativa

10/04/2015  Approvato alla Camera il testo, che ora passa al Senato. Pene inasprite (fino a 15 anni) se a commettere il reato è un pubblico ufficiale. Prescrizione allungata a 20 anni. Cosa avviene negli altri Paesi

Il reato di tortura si avvia  a entrare nel codice penale italiano. Con 244 voti a favore, 14 contrari e 50 astenuti la Camera ha infatti approvato ieri il Ddl sul tema promosso il 19 giugno 2013  dal senatore Pd Luigi Manconi.

Il testo, già approvato nel 2014 al Senato e ora modificato alla Camera, consta di 7 articoli. Serve dunque un ulteriore passaggio in Senato per l’approvazione definitiva.  

La nuova normativa. Ecco i punti salienti:

  1. il reato di tortura viene punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se compiuto da un “pubblico ufficiale o da incaricato di pubblico servizio con abuso dei suoi poteri” le pene salgono da un minimo di 5 a un massimo di 15 anni. In caso di lesione personali, lesioni gravi o gravissime sono previsti aumenti di pena fino alla metà. In caso di morte della persona offesa l’aumento della pena è pari a 2/3;
  2. il pubblico ufficiale che istighi alla tortura viene punito con pene che vanno da 1 a 6 anni;
  3. le dichiarazioni rese sotto tortura sono nulle;
  4. viene previsto il raddoppio dei termini di prescrizione, che passano a20 anni;
  5. in accordo con l’art. 19 del testo unico sull’immigrazione vengono respinte le espulsioni, i respingimenti e le estradizioni ogni qualvolta sussistano motivi di ritenere che, nei paesi di provenienza degli stranieri, essi possano essere sottoposti a tortura.

 

Il ritardo da colmare. In caso di approvazione da parte del Senato, l’introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento andrebbe a colmare una lacuna legislativa. L’Italia ha infatti sottoscritto la Convenzione Onu del 10 dicembre 1984, in vigore dal 26 giugno  1987, senza però ratificarla, in assenza di un reato di tortura nel nostro codice penale.

Negli altri paesi. La situazione è diversa nei vari stati membri dell’Unione europea:

  • In Francia il reato di tortura è punita con pena minima fino a 15 anni senza possibilità di godere dei benefici come la sospensione o il frazionamento.
  • Nel Regno Unito il Criminal Justice Act del 1988 prevede la detenzione a vita.
  • In Spagna le pene sono variabili in base all’autore del reato. Se l’autore del reato è un funzionario pubblico la detenzione va da 2 a 6 anni per fatti gravi, e da uno a 3 per fatti meno gravi.
  • In Germania la legge vieta l’uso della tortura ma non esiste una norma specifica del codice penale. Esistono norme che regolano i maltrattamenti fisici e psichici, puniti con la reclusione fino a 3 anni (elevata a 5 per fatti gravi), che passa da 1 a 10 se compiuti da un pubblico ufficiale.

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