Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 20 giugno 2024
 
Il commento di Adriano Sansa
 

Tortura, una legge ci vuole, ma così non convince

06/07/2017  Verranno problemi interpretativi, si complicheranno i processi. C'è il rischio che fatti come quelli della scuola Diaz o di Bolzaneto non rientrino nel reato disegnato dalla nuova legge.

La Camera ha approvato il reato di tortura: sempre che davvero ci importi della tortura. Che ascoltiamo la voce del Papa quando ne condanna ogni forma, o del Presidente della Repubblica se ne chiede lo sradicamento. Siamo stati feriti dai tormenti inflitti a Genova durante il G8 e dai casi Aldrovandi, Uva, Cucchi.

Dunque, ci sta a cuore una buona legge? Da quando ne abbiamo parlato su questa pagina il testo ha subito peggioramenti. La questione principale -sulla quale hanno richiamato l’attenzione undici magistrati genovesi- è la previsione, perché sia tortura, della necessità di ‘più condotte’ o di un ‘trattamento inumano e degradante per la dignità della persona’. Perché mai non basterebbe una condotta singola? Dubitano i magistrati che molti dei fatti genovesi potrebbero non essere punibili. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha appena chiesto di rivedere il disegno di legge. Facciamo un esempio: la persona viene sottoposta a una violenta scarica elettrica. Non sarebbe tortura, dato che la condotta è una sola? Allora, è vero, non lo sarebbero tanti degli atti compiuti alla Diaz e a Bolzaneto. Nel caso addirittura in cui non residuassero lesioni, non vi sarebbe neppure quel reato.

Altri punti susciteranno incertezze, complicheranno i processi. Da anni l’Italia è inadempiente alle raccomandazioni internazionali. Non è vero che una legge timida proteggerebbe le forze di polizia: esse non meritano, nella grandissima parte, questo terribile sospetto. Poiché sono sane, rifuggono la tortura. I politici che rivolgono loro ambigui cenni di ‘indulgenza’ non le onorano.

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo