logo san paolo
domenica 17 ottobre 2021
 
 

“Tortura, una legge che scontenta tutti”

10/04/2015  Parla Luigi Manconi, primo firmatario della legge sul reato di tortura. “La Camera ha stravolto il testo originario. Un danno per i cittadini ma anche per chi, tra le forze di Polizia, vuol fare bene il proprio mestiere”.

Luigi Manconi (Pd) con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi
Luigi Manconi (Pd) con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi

Meglio una legge imperfetta che nessuna legge. Luigi Manconi, senatore Pd primo firmatario nel 2013 del Ddl che istituisce il reato di tortura, commenta così il testo approvato ieri dalla Camera . Sette articoli concepiti e scritti in modo molto diverso da quelli da lui concepiti (e approvati dal Senato in prima lettura). “Nella  nuova versione c’è un vizio d’origine: la tortura viene configurata come reato comune invece che come reato proprio”.

Sembrerebbe una sottigliezza giuridica?

“Niente affatto. Dire che è reato proprio, come avviene in tutti i principali Paesi europei, significa che la tortura deriva da un abuso di potere di un pubblico ufficiale che eccede i limiti delle prerogative assicurate dalla legge e infligge violenza a chi, arrestato legalemente, è stato affidato alla sua custodia. E’ una fattispecie molto precisa, chiara. Rende identificabile il reato e l’applicabilità della pena. Il testo licenziato dalla Camera ha smussatoquesta precisione, derubricando a reato comune la tortura. E io temo che tutto questo sia di difficile applicabilità ai casi concreti”.

Perché si è derubricato, come dice lei?

“Perché si è pensato che sarebbe stato un accanimento contro le forze dell’ordine. Io francamente non capisco. O meglio comprendo, ma dico che è esattamente il contrario”.

Ovvero?

“Visto che la stragrande maggioranza delle Forze di Polizia è costituita da persone responsabili e non da sceriffi, porre il reato di tortura in modo “proprio” avrebbe tutelato maggiormente chi intende fare bene il proprio mestiere. Chi di fronte a casi come quelli di Stefano Cucchi, Federico  Aldovrandi, delle torture della  caserma Diaz, si è “dissociato”, ha provato vergogna”.

Malgrado queste riserve, lei si dice soddisfatto a metà. Come mai?

“Perché preferisco che una legge ci sia, anche se con punti deboli, anziché nulla. Aggiungo che se qualcuno pensa di modificarla ancora in Senato, sbaglia. Vorrebbe dire farle fare un ennesimo passaggio alla Camera e non approvarla mai più. Preferisco fare esercizio di realismo che pretendere la perfezione e non arrivare a nulla. Oa rrivimao a un punto entro quest'anno o non ne riparlimao tra cinque anni”.

Cos’altro avrebbe voluto in questa legge che non c’è?

“Guardi, da tempo io ho proposto un codice identificativo, che compaia sulle divise delle forze dell’ordine. Badi bene: non nome e cognome, ma un codice numerico che si può cambiare anche ogni giorno e sia accessibile solo alla magistratura. In caso di episodi violenti, dai filmati sarebbe possibile risalire all’identità degli autori di eventuali violenze. Tutto questo nella legge non ci sarà. Perché anche questo sarebbe stato “accanimento”. Peccato che a dirlo sia soltanto certa politica, non le forze dell’ordine”.

Ci spieghi meglio.

“I sindacati di polizia più rappresentativi – sottolineo: i più rappresentativi – sono disponibili a discutere di questa proposta. A breve, entro l'estate, organizzeremo un convegno sul tema. L’ho proposto io, e loro hanno accettato. Segno che c’è coscienza che non c’è alcun accanimento. E che serve anche a loro mettere un filo chiaro che separi l’esercizio corretto delle proprie funzioni dagli abusi. Comprendono che essere severi da parte loro sulla deontologia serve a tutelare e garantire il loro lavoro agli occhi dei cittadini. infine, sanno che io sono critico contro la violenza, non sono un nemico della Polizia. E per questo sono disposti a discutere”.

 

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%