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mercoledì 01 dicembre 2021
 
Campioni
 

Totti e la paura di perdersi nel buio che proviamo tutti

22/02/2016  E'il grande problema dello sport professionistico e in fondo della vita:la paura del campione sull'orlo del futuro ignoto, vecchia come l'uomo

Il problema di Totti è il problema di tutti, solo un po’ (tanto) più dorato della media. E fare pace ora lo sposterà soltanto. E’ il problema con la P maiuscola che lo sport rimuove, rimanda, non affronta: e dopo? Dopo? boh? Quanti campioni e atleti professionisti di medio livello rispondono così a quella domanda fatidica? Quanti adulti, attorno ai piccoli campioni che crescono, rivolgono davvero loro quella domanda guardandoli seriamente negli occhi, perché imparino a familiarizzare con la consapevolezza di quel “dopo” sospeso, di quella curva a gomito alla fine del sogno, che ci sarà comunque vada a finire il sogno?

Non si sa, non ci sono statistiche, ma si direbbe pochi a giudicare da come va finire. Quello che è certo è che il problema non risparmia i grandissimi, alla Totti appunto, campionissimi e amatissimi, che hanno il vantaggio – non piccolo – di affrontare quel nodo cruciale con la certezza di avere un gruzzolo di tutto rispetto in cascina, ma con lo svantaggio di sapere, o di prendere atto dopo, che la luce che si spegnerà sarà un riflettore potentissimo: più difficile abituarsi al buio dopo aver vissuto abbacinati dall’occhio di bue al centro della scena che dopo aver speso le sere dietro le quinte alla luce fioca di una candela.

Preso più alla larga, il problema di Totti è, amplificato dalla visibilità e minimizzato dal patrimonio, il problema che ciascuno di noi ha quando va in pensione, quando perde il lavoro, quando smette di studiare e non trova un posto. E’ il disorientamento di guardarsi allo specchio il giorno dopo e di non sapere più bene chi sia quello lì che lo specchio rimanda: uno che ti assomiglia ma non è più quello che eri, e cioè anche quello che facevi e sapevi fare in cui ti identifichi, uno che ha bisogno di un nuovo posto nel mondo, senza sapere bene se lo troverà mai. E’ la paura di perdersi, che attraversa ogni uomo – nessuno escluso - dalla notte dei tempi: Teseo davanti al Labirinto, Ulisse davanti alle Colonne d’Ercole, Linus senza coperta, Totti senza palla. Noi.

 
 
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