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mercoledì 17 aprile 2024
 
giovani e lavoro
 

«Tra affitto e spese far quadrare il bilancio non è facile»

16/02/2023  Nicola e Sara, rispettivamente di 28 e 27 anni, raccontano il desiderio di fare famiglia, ma anche le fatiche della loro età per realizzare il sogno. In edicola da giovedì 16 febbraio su Famiglia Cristiana la seconda puntata della serie "Giovani e natalità" in cui indaghiamo i problemi per cui decidere di fare i figli diventa una missione impossibile

«Far quadrare il bilancio non è stato per nulla facile, con le spese d’affitto e tutto il resto. Tuttavia non abbiamo mai pensato che ciò potesse mettere in discussione il nostro desiderio di famiglia». Nicola, 28 anni di Terni, e Sara, 27, dei Castelli Romani, laurea in architettura conseguita entrambi allo Iuav di Venezia,  lavorano a partita iva in due studi diversi della Marca trevigiana e convivono in un monolocale a Treviso dal settembre 2021. Hanno deciso di sposarsi a giugno.

 Non nascondono le difficoltà che una giovane coppia incontra quando decide di sposarsi e di fare famiglia.  Stanno assieme dal 2015, quando risiedevano entrambi a Roma. Da lì poi si sono trasferiti a Treviso. «Specie all’inizio è stata dura far quadrare il bilancio e abbiamo fatto molti sacrifici», osserva Nicola: «Ammetto che sarebbe stato impossibile arrivare a fine mese se avesse lavorato solo uno dei due. Ad aiutare i nostri progetti è arrivato un aumento di stipendio (che ora è di circa 1500 euro lordi) che ci ha permesso di accantonare qualcosa ogni mese per le nozze. Abbiamo un conto comune per le spese ordinarie, poi, separatamente, mettiamo da parte qualcosa per le necessità della futura famiglia e per i figli». 

Nicola e Sara non sono dipendenti, ma lavorano come collaboratori di due studi d’architetti. «Non abbiamo, perciò, ferie retribuite e sicurezze per il futuro. A complicare la situazione era poi il fatto di esserci trasferiti in una nuova città, senza amicizie né aiuti esterni, lontani dalle famiglie d’origine. Molto ci è servito, come sostegno psicologico e morale, il percorso fidanzati proposto dal Centro della Famiglia di Treviso che abbiamo da poco concluso», aggiunge Nicola. «Oltre a darci la carica e le giuste motivazioni per la scelta del matrimonio, questo itinerario ci ha offerto la possibilità di farci nuovi amici. Il Centro è diventato un punto di riferimento importante per la nostra vita, ci sentiamo a casa. Abbiamo deciso, proprio grazie alla frequentazione del Centro diretto da don Francesco Pesce, di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di rimanere a Treviso.  La condivisione di idee, speranze, dubbi con le altre coppie ci ha regalato molta energia positiva e un nuovo sguardo sul futuro».

I due architetti, adesso, prestano qualche ora come volontari al Centro per aiutare le coppie dei nuovi corsi. «Un modo per restituire qualcosa del tanto che abbiamo ricevuto», dicono.  «Vorremmo essere testimoni, davanti ai nostri amici e coetanei, che il matrimonio è una scelta da fare nonostante le difficoltà economiche e le tante incertezze che il futuro ci pone davanti». Senza negare che per le giovani famiglie in Italia si sta facendo ancora pochissimo: «I sostegni economici che lo Stato garantisce sono del tutto inadeguati e, ancor oggi, una lavoratrice che rimane incinta vive col timore di potere perdere il posto.  Anche nella nostra professione abbiamo conosciuto casi di giovani licenziate per questo motivo».    

 
 
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