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giovedì 28 ottobre 2021
 
 

Tra famiglie ci si intende

26/03/2014  La ricerca 2014 del Cisf sull'immigrazione: gli stranieri in Italia si fanno raggiungere da mogli e figli. Diventano vicini di casa, compagni di classe, colleghi. Nascono così relazioni che riducono i pregiudizi.

È un problema con cui ci misuriamotutti. Sia chi arriva es’aspetta accoglienza. Sia chic’è e offre (o offre poco o nonoffre affatto) comprensione e aiuto. Il Rapporto Cisf 2014 sulla famiglia in Italia è dedicato all’analisi dei movimenti migratori con particolare attenzione alle famiglie, sia quelle immigrate sia quelle italiane. Tutte devono farei conti con un’Italia a colori, scegliendose trasmettere ai propri figli il valoredell’incontro oppure la paura della diversità. Il Rapporto Cisf Le famiglie di fronte alle sfide dell’immigrazione conferma undato noto, cioè la crescente importanza della dimensione familiare, soprattutto attraverso i ricongiungimenti familiari.

Ciò evidenzia un crescente radicamento dei migranti, e anche una maggiorefacilità d’integrazione sociale. Imigranti singoli diventano facilmente preda della malavita organizzata. Quando poi si tratta di bambini o ragazzi soli, il rischio di sfruttamento e di violenza è ancora più grave. Le famiglie sono, invece, più orientate alla stabilità e all’integrazione. Anche lo sguardo degli italiani, davanti a una famiglia, è meno impaurito. È proprio nella lettura dell’atteggiamento dei nostri connazionali verso l’immigrazione la novità più interessante del Rapporto Cisf 2014, che ha raccoltoper la prima volta le opinioni di 4 mila famiglie italiane. S’incontrano pregiudizi e resistenze, ma anche inaspettate capacità di relazione positiva e d’accoglienza. In particolare, si nota che i giudizi negativi e le paure verso gli “stranieri” sono nella stragrande maggioranza dei casi determinati dall’impatto dei mass media, mentre tutte le volte che le persone s’incontrano davvero, faccia a faccia, la diffidenza e la paura se non scompaiono del tutto, diminuiscono comunque in modo significativo, e si innescano meccanismi di fiducia reciproca, di sostegno, di relazionalità.

FRANCESCO BELLETTI Sociologo, 56 anni, sposato, tre figli, dal 2000 è direttore del Centro internazionale studi famiglia (Cisf).
FRANCESCO BELLETTI Sociologo, 56 anni, sposato, tre figli, dal 2000 è direttore del Centro internazionale studi famiglia (Cisf).

In questo sensola presenza dei bambini figli di immigratinel sistema scolastico si conferma una grande opportunità di integrazioneper i minori e per le loro famiglie.Ancora più urgente diventa, quindi, risolvere in termini positivi la questione della cittadinanza ai minori nati inItalia da genitori stranieri. Occorre offrire loro, ben prima della maggiore età, la possibilità di ottenere la cittadinanza, valorizzando proprio la partecipazione a uno o a più cicli della scuola dell’obbligo, come tempo e veicolo di integrazione. Nascere in Italia, frequentare le nostre classi, fare sport insieme, vivere le nostre strade e le nostre piazze, parlare l’italiano, spesso anche i nostri dialetti. Così si diventa italiani.

 
 
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