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giovedì 04 giugno 2020
 
il racconto
 

Tra gli "arrabbiati" del clima di Milano: «I nostri leader Greta e il Papa»

15/03/2019  Quasi in centomila tra la Scala e piazza Duomo per il Climate Strike for Future: «Il Nobel a Greta Thunberg? Bella idea. Tra i leader del mondo il più coraggioso è Francesco. Lui ci dà speranza, Trump è il buio»

Miguel, 9 anni, con la madre Lizet, 30 in piazza della Scala a Milano
Miguel, 9 anni, con la madre Lizet, 30 in piazza della Scala a Milano

È la riscossa gentile degli arrabbiati. Ci sono gli studenti anzitutto, i più numerosi. Ma c’è anche la piccola e media borghesia, pensionati e sciure, lavoratori e operai, genitori e nonni. Di partiti e sindacati, tutti, fanno volentieri a meno. Per organizzarsi basta la rete. Alla manifestazione “salva-pianeta” di Milano, per dire, alla fine della mattinata si conteranno cinque bandiere cinque: due della Cgil, tre dell’Arci. Il resto sono solo cartelli degli studenti. Molti sono scritti in inglese. Si va dall’ironico («My planet is hotter than my boyfriend») all’arrabbiato («Ci avete rotto i polmoni»), dal consapevole («il cambiamento siamo noi, basta consumismo») ai giochi di parole («life in plastic is not fantastic»), dall’ammonimento («agite come se la vostra casa andasse a fuoco perché così è») al rimprovero educato («protesto anche per il futuro di voi che mi insultate»), dalla rivendicazione solenne («per il mio pianeta e i miei polmoni io sciopero») alla constatazione efficace («non si respirano solo i soldi»), dall’apocalittico («mancano 1,5 gradi alla fine del mondo») al sentimentale («la nostra casa è la nostra madre»).

Il clima impazzito, certo. Il pianeta «che ha la febbre». Il consumismo vorace. I ghiacciai che si sciolgono. Ma cos’è che accomuna esattamente un popolo che più trasversale non si può? Risposta: Greta Thunberg, 16 anni, proposta per il Nobel per la pace. E papa Francesco, il Pontefice che ha preso il nome dal Poverello d’Assisi e a questi temi ha dedicato un’enciclica (la Laudato si’) e un Sinodo sulla deforestazione dell’Amazzonia (in programma a ottobre).

Greta è evocata in molti cartelli. Il Papa no. Ma basta fare due chiacchiere con le persone che si sono date appuntamento in piazza della Scala (alla fine sarà troppo piccola, si trasloca in Duomo) per sapere che nel pantheon di chi manifesta il Papa argentino non solo è presente ma è anche molto apprezzato. Il cartello di Alessia, 17 anni, studentessa liceale, recita così: “Non si respirano solo i soldi”: «Vogliono costruire un’autostrada nella foresta amazzonica, il polmone d’ossigeno del mondo, ma ci rendiamo conto? È la prima volta che scendo in piazza, tra i potenti del mondo solo papa Francesco si sta battendo per questi temi. E gli altri dove sono? Noi studenti non possiamo fare molto però è giusto battersi, dire la nostra, non restare a guardare. E gli accordi sul clima per ridurre le emissioni inquinanti devono diventare vincolanti per tutti gli Stati».

Lisa, 24 anni, con il cartello contro la plastica
Lisa, 24 anni, con il cartello contro la plastica

L'ex sessantottina Adriana: «Il Papa è il leader più coraggioso»

Mariella, 66 anni, è arrivata da Pavia: «I ragazzi hanno capito che è in gioco il loro futuro e si danno da fare». Adriana, 66 anni, ex sessantottina e «pensionata felice», racconta com’è nata la manifestazione di oggi: «Un mese fa eravamo due persone, la settimana scorsa un’ottantina, adesso quasi centomila. Questo è un tema che unisce tutti perché riguarda il futuro di ciascuno. Papa Francesco è stato il primo leader a rompere il silenzio su questi temi. È diventato un punto di riferimento anche per chi non è cattolico perché dice quello che gli altri tacciono: questo sistema economico va cambiato radicalmente».

Davanti a Palazzo Marino, dove campeggia lo striscione di Amnesty International che chiede “Verità per Giulio Regeni”, si cantano De André e Imagine di John Lennon. Ogni tanto torna l’eterna Bella Ciao. Erica, 27 anni, educatrice e attrice per hobby, è arrivata da Saronno: «Il Nobel a Greta? È come se la coscienza del pianeta oppresso finalmente avesse trovato una voce per farsi sentire. Papa Francesco è un tipo coraggioso. Nel mondo c’è lui, che mi dà speranza, e Trump, che invece è il buio». Miguel, 9 anni, quarta elementare, origini peruviane, è arrivato in piazza con la mamma Lizeth Velarde: «Manifestare non basta, dobbiamo cominciare a cambiare stile di vita e muoverci in bici o con i mezzi».

I ragazzini dell’istituto Trevisan del quartiere Gorla, Milano, seconda media, sono rimasti colpiti dal video di Greta che hanno commentato in classe: «Ha avuto coraggio a mettere insieme tante gente in ogni parte del mondo. A volte bastano piccole azioni per fare la differenza. Il Papa s’impegna, è un punto di riferimento importante, non solo per i cattolici».

Giuditta, 20 anni, studentessa di Scienze ambientali all'Università Bicocca di Milano
Giuditta, 20 anni, studentessa di Scienze ambientali all'Università Bicocca di Milano

«Siamo in piazza anche per gli adulti che ci insultano»

  

In piazza c’è anche la consigliera del Pd Sumaya Abdel Qader (rigorosamente senza vessilli di partito): «Noi politici non possiamo limitarci a manifestare, dobbiamo prenderci nel nostre responsabilità. A Milano abbiamo avviato un programma per ridurre la plastica. Greta è stata fantastica ma non va strumentalizzata dalle istituzioni che devono agire concretamente. Anche papa Francesco dice e fa cose molto importanti, noi musulmani lo ascoltiamo molto. Nell’Islam c’è un’etica dell’ambiente molto rigorosa, peccato che neanche gli stessi musulmani la conoscano molto».

Piazza della Scala è gremita e il serpentone imbocca la Galleria Vittorio Emanuele. Il gruppo di attivisti di “Eu Medito!”, in camicia bianca, si tiene per mano e resta in silenzio cinque minuti per il pianeta ferito: «Si tratta di una campagna sulla pace nel mondo lanciata in Brasile due anni fa», spiega Patrizia Barbanti, osteopata, 56 anni, «c’è un’app che registra il tempo di meditazione dedicato a questi temi. Adesso siamo a 14 milioni di minuti nel mondo. La nostra fondatrice dice che i giovani sono il motore del mondo e noi andiamo dove vanno loro. Ecco perché siamo in piazza oggi. Papa Francesco? Una persona eccezionale. Il nostro motto è molto francescano: “Nella semplicità c’è la saggezza”».

Giuditta, 20 anni, studentessa di Scienze ambientali alla Bicocca è un po’ arrabbiata: «Tutte le volte che apro Facebook leggo commenti assurdi di molti adulti disinformati che insultano noi giovani e dicono che perdiamo tempo a occuparci di queste cose. Ma io e i miei amici siamo in piazza anche per loro oggi». Aurora e Luca, entrambi diciannovenni, arrivano dall’Istituto Greppi di Monticello Brianza (Lecco) con uno strano cartello: “Agite come se la vostra casa andasse a fuoco perché così è”: «Abbiamo scelto questo slogan del fuoco usato già da Greta e perché ti fa rendere conto della gravità della situazione. Siamo qui per farci sentire e dare uno scossone». È passata da poco l’una. In piazza Duomo si chiacchiera, si discute, qualcuno balla. La manifestazione è ufficialmente finita. C’è da scommettere che quest’onda non si esaurirà presto.

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