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giovedì 09 dicembre 2021
 
Armi & marò
 

La Beretta fumante del Governo

21/02/2014  L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (Opal) di Brescia ha definito "sfrontate e imbarazzanti" le iniziative del Governo italiano e della Fabbrica d’armi Beretta in India: così non aiutiamo i nostri marò.

I due marò italiani Latorre e Girone
I due marò italiani Latorre e Girone

Come premere per riportare a casa i due marò Latorre e Girone? «Se il Governo italiano intende essere credibile nella sua azione nei confronti delle autorità di New Delhi, un asso nella manica ce l’ha: può sospendere tutte le esportazione di armi verso l’India». È questo il suggerimento dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (Opal) di Brescia, a cui aderiscono, tra gli altri, la Diocesi di Brescia, la Cgil, Pax Christi, i Missionari Saveriani e Comboniani, il Servizio Volontario Internazionale.

Secondo l’Osservatorio, le iniziative del Governo italiano e della Fabbrica d’armi Beretta recentemente promosse in India sono «sfrontate e imbarazzanti». Sicuramente ambigue: nonostante «l’indignazione» dei ministri Bonino e Mauro per il trattamento da parte delle autorità indiane dei due marò, lo stesso Governo italiano ha permesso all’azienda a controllo statale Finmeccanica di inoltrare la richiesta di partecipazione al salone militare Defexpo 2014 (New Delhi, 6-9 febbraio). Per altro, facendo una figuraccia e ricevendo un prevedibile schiaffo dal ministero della Difesa indiano: richiesta rifiutata come da regolamento, perché una delle controllate di Finmeccanica, l’AgustaWestland, è sotto indagine in India per corruzione per la fornitura di 12 elicotteri Aw 101 Vip.

Un militare con un fucile Arx 160 Beretta
Un militare con un fucile Arx 160 Beretta

In compenso, il Tricolore è stato comunque rappresentato: la ditta Beretta ha partecipato a Defexpo e in quella sede ha annunciato alla stampa internazionale di essere in gara per la fornitura di 66mila fucili d’assalto alle Forze armate indiane, una commessa del valore di 230 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato da Carlo Ferlito, direttore generale di Beretta, alla rivista “Jane’s”, l’esercito indiano inizierà a maggio le prove tra i quattro modelli in gara; la ditta italiana concorrerà con il fucile Arx 160, in mostra al Defexpo. «L’iniziativa dell’azienda Beretta ci amareggia ed è motivo di forte imbarazzo non solo per le nostre associazioni, ma anche per tutte quelle realtà della nostra provincia che in questi due anni hanno seguito con apprensione l’incresciosa vicenda dei due fucilieri», ha commentato Piergiulio Biatta, presidente dell’Opal Brescia.

Proprio il fucile Beretta Arx 160 è inoltre al centro della controversia legale: secondo il laboratorio indiano che ha effettuato l’esame balistico sulle armi sequestrate a bordo dell’Enrica Lexie, questo modello sarebbe quello usato dai marò che il 15 febbraio di due anni fa uccisero i due pescatori. Di fatto, il fucile Arx 160 non era tra le armi in dotazione ai soldati italiani impegnati in operazioni antipirateria, che utilizzavano invece altri fucili Beretta (l’Ar 70/90) che impiegano lo stesso tipo di munizioni. Ma, secondo l’Osservatorio «ancor più imbarazzante e sconcertante è l’atteggiamento del Governo».

Da un lato, il ministero degli Esteri insiste con l’Onu per far riconoscere la violazione dei diritti umani da parte dell’India; dall’altro, autorizza la partecipazione delle aziende italiane al salone militare di New Delhi e a concorrere al bando per la fornitura di armi. Peccato che la nostra normativa vieti categoricamente l’esportazioni di armi quando sono in contrasto con i fondamentali interessi dello Stato e verso i paesi che violano i diritti umani… Continuare con l’esportazioni delle armi in India pone quindi un forte problema di credibilità. Proprio l’India è oggi uno dei principali paesi destinatari di armi “made in Italy”: dal 2008 al 2012, i governi italiani hanno autorizzato esportazioni di sistemi militari verso New Delhi per un valore di quasi 945 milioni di euro e nel biennio 2011-12 sono state consegnati al ministero della Difesa indiano armamenti per oltre 378 milioni di euro.

 
 
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