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Tra i nuovi beati, Carlo Acutis e il martire gesuita Rutilio Grande

22/02/2020  Due nuovi santi e quattro beati: papa Francesco ha firmato i decreti che, tra gli altri, portano all'onore degli altari il giovane lombardo (1991-2006) e il gesuita (nato nel 1928, ucciso nel 1977) il quale - nel nome di una sequela rigorosa del Vangelo - "convertì" ai poveri Oscar Romero.

Due santi e alcuni beati. Papa Francesco ha firmato i decreti che portano all'onore dell'altare una serie di figure interessanti e ed esemplari.Saranno canonizzati un laico, il beato Lazzaro, detto Devasahayam, ucciso in odio alla fede in India nel 1752, e una religiosa, la Beata Maria Francesca di Gesù (al secolo Anna Maria Rubatto), fondatrice della Suore Terziarie Cappuccine di Loano, nata a Carmagnola (Italia) nel 1844 e morta a Montevideo (Uruguay) nel 1904.

Tra i nuovi beati, invece, Il giovane lombardo Carlo Acutis e il sacerdote gesuita padre Rutilio Grande Garcia, il religioso che, a detta di tutti, "convertì" a un'esigente traduzione sociale del Vangelo Oscar Romero. Insieme a Rutilio Grande saranno beatificati anche due compagni laici, uccisi con lui nel 1977, in odio alla fede, nel Salvador.

Nato nel 1991 a Londra e rientrato nello stesso anno in Italia con i genitori, Carlo Acutis fu molto legato alla devozione alla Vergine e all'Eucaristia, realizzando anche progetti informatici sui temi della fede, come un sito sui "Miracoli Eucaristici". Un ragazzo normale, amava studiare e giocare a pallone, faceva il servizio di catechista. Forte la sua esperienza di volontariato con i clochard e nelle mense dei poveri. Fu colto da una leucemia fulminante e morì a soli 15 anni, il 12 ottobre del 2006 a Monza, offrendo le sue sofferenze per il Papa, per la Chiesa, per andare in Paradiso. I suoi resti mortali si trovano nel Santuario della Spogliazione ad Assisi. Il miracolo attribuito alla sua intercessione riguarda la guarigione, nel 2013, di un bambino brasiliano

Furono uccisi in odio alla fede, nel Salvador, il gesuita padre Rutilio Grande García, assieme a Manuel Solorzano Solórzano, sposo e padre di 10 figli, di 72 anni, e al giovane Nelson Rutilio Lemus, che aveva 16 anni. Era il 12 marzo del 1977 quando l'auto sulla quale viaggiavano fu mitragliata da alcuni uomini. I tre morirono all'istante mentre tre bambini a bordo si salvarono. Forte l'impegno di padre Rutilio per la partecipazione dei laici alla vita parrocchiale e la sua attenzione a poveri ed emarginati, anche condannando le azioni repressive nei loro confronti da parte del regime e dell'oligarchia al potere. Sant'Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, fu profondamente scosso dall’assassinio di padre Rutilio e presiedette personalmente la Messa esequiale nella Chiesa Cattedrale di San Salvador. Legato alla sua figura anche Papa Francesco che vi si soffermò nella conversazione con Gesuiti del Centroamerica, duanrte la Giornata mondiale della gioventù di Panama, nel gennaio 2019.

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