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Trasporto in bio-contenimento: Italia leader del mondo

23/01/2015 

Pochi conoscono questa missione, eppure è una delle più preziose dell’Aeronautica Militare, tale da identificarla come un’eccellenza nel panorama internazionale.
Si tratta dell’attività di bio-contenimento svolta da un team altamente specializzato e certificato a livello mondiale all’interno del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, leader nella capacità di trasporto in bio-contenimento.
Ci sono le strumentazioni sofisticate; c’è la tempestività che consente nell’arco di 8 ore di mettere in piedi un sistema di trasporto aereo in tutta sicurezza di un malato altamente contagioso; c’è infine la competenza, dieci anni di esperienza sul campo.
Tre punti per far sì che l’attività sia vincente nelle situazioni di pericolo di vita per malati contagiosi da far rimpatriare.

Un’eccellenza nel panorama mondiale

Il trasporto sanitario aereo di pazienti altamente infettivi è una capacità dell’Aeronautica Militare unica nel panorama internazionale, grazie a sistemi di isolamento aviotrasportabili e l’impiego di personale altamente addestrato, in grado di garantire elevati standard di sicurezza.

A Pratica di Mare, presso l’aeroporto militare, si è tenuto un corso di formazione per 13 operatori sanitari della Royal Air Force olandese. Quattro giornate per riprodurre le stesse procedure utilizzate per il rimpatrio dalla Sierra Leone del medico di Emergency affetto dal virus Ebola, Fabrizio Pulvirenti.

Gli istruttori del team di Bio-contenimento dell’Aeronautica Militare, due squadre di 12 persone ciascuna, hanno addestrato per la prima volta nella storia, i colleghi olandesi all’uso dei sistemi di trasporto isolati in dotazione all’Italia, speciali barelle a pressione negativa che permettono la gestione dei pazienti in totale sicurezza.

Una storia decennale, 8 missioni

  

L’attività di bio-contenimento è nata nel 2005, quando l’Aeronautica Militare si è dotata di sistemi detti ATI – Aircraft Transit Isolators (di brevetto britannico), in uso solamente in Italia e nella Royal Air Force inglese.

In totale la dotazione comprende 2 barelle ATI specifiche per trasporti a lungo raggio e 5 barelle N36, idonee a trasporti in bio-contenimento per brevi tratte di volo. Dall’inizio della sua attività, la capacità di trasporto aereo in bio-contenimento è stata impiegata in 8 missioni operative.
Il primo caso risale al gennaio 2006 e si riferisce a un paziente di nazionalità rumena affetto da tubercolosi cavitaria contagiosa, resistente a ogni trattamento farmacologico.
Successivamente sono stati trasportati altri pazienti affetti dallo stesso tipo di Tbc, un paziente affetto da sospetto caso di febbre emorragica di Congo Crimea, un paziente affetto da febbre di Dengue, un paziente per sospetto Mankeypox, fino all’ultimo caso di Ebola.

La dotazione: 7 isolatori avio-trasportabili

Gli speciali isolatori avio-trasportabili consentono un isolamento fisico totale, grazie a una struttura in pvc che di fatto permette di isolare completamente il paziente da chi sta all’esterno. Grazie ad alcuni fori è possibile intervenire sul malato, effettuare un monitoraggio cardiaco, l’assistenza respiratoria, e assistere il malato.

Corso di formazione per Aeronautica militare olandese

  

Il tenente colonnello Marco Lastilla, infettivologo, uno dei membri del team di bio-contenimento, ha illustrato l’importanza del corso di addestramento per il personale militare olandese. “Svolgiamo questa attività formativa e addestrativa per operatori sanitari delle amministrazioni dello Stato ma anche per forze aree di altre nazioni.
Ci è stato chiesto questo corso perché l’Aeronautica Militare da molto tempo ha questa capacità di gestione di pazienti altamente infettivi e contagiosi. Ci addestriamo periodicamente e formiamo personale sanitario, infermieristico e medico. Questa evenienza si è determinata perché due medici olandesi si sono ammalati di Ebola e l’Olanda ha dovuto chiedere a una compagnia esterna il trasporto in bio-contenimento. Così, successivamente, ci hanno chiesto di formare dei colleghi dell’Aeronautica olandese”.

Durante il corso di formazione a Pratica di Mare sono stati anche sperimentati, in anteprima assoluta, nuovi sistemi di rilevazione della temperatura corporea, una delle tecnologie su cui tutti i maggiori Paesi sviluppati stanno puntando come strumento di scoperta di potenziali casi infetti.

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