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sabato 31 luglio 2021
 
 

Treni, ancora ritardi e sporcizia

24/02/2011  Due indagini di Altroconsumo certificano i disagi e l'insoddisfazione dei passeggeri. E fanno luce sui convogli di pendolari e su quelli a lunga percorrenza.

Viaggiatori guardano i cartelloni elettronici con i ritardi dei treni alla stazione Termini di Roma.
Viaggiatori guardano i cartelloni elettronici con i ritardi dei treni alla stazione Termini di Roma.

Due inchieste, stessa conclusione: spostarsi in treno è un’avventura da affrontare con coraggio, mettendo in conto ritardi, sporcizia e altre amenità offerte da Trenitalita. La prima indagine di Altroconsumo (www.altroconsumo.it) si occupa dell’insoddisfazione dei passeggeri, che sulla tratta Piacenza-Milano parlano a una sola voce: neppure una tra le persone interpellate è pronta a difendere il servizio ferroviario. Segue la Bergamo-Carnate-Milano. E le cose sembrano non andare meglio intorno alla capitale, dove si registra il 79 per cento di insoddisfatti (la maglia nera spetta alle tratte Frosinone-Roma e Fara Sabina-Roma).

Le ragioni del disagio. Nell’89 per cento dei casi, ad esasperare i pendolari è la pulizia inesistente. Nel dettaglio, i passeggeri parlano di sporcizia sui sedili e nelle carrozze, cattivo odore, vetri e bagni in condizioni antigieniche e presenza di rifiuti. Il 76 per cento degli intervistati, inoltre, indica come criticità il fattore sovraffollamento.

La raccolta dei dati. L’inchiesta di Altroconsumo ha coinvolto 1.407 viaggiatori su 25 tratte ferroviarie interessate dal pendolarismo intorno a Milano, Roma e Napoli.

Treni lumaca. Un’altra ricerca dell’associazione di consumatori si è occupata della lunga percorrenza dove si rileva innanzitutto, come si legge nel comunicato, che «Trenitalia ha tagliato più di 150 treni su 600, ma la puntualità non ne ha guadagnato». Tanto che il 57 per cento dei convogli che attraversano il Paese, tra quelli considerati, è arrivato in ritardo.

L’indagine ha monitorato 510 treni, dalle 7 alle 20, nei periodi a ridosso delle festività di dicembre 2010 e febbraio 2011. In media, i ritardi registrati sono stati di 13 minuti e l’Italia risulta essere spaccata metà.

La geografia dei ritardi. Ad andare più lente sono le corse che vanno da Nord a Sud, che si fanno attendere nel 65 per cento dei casi. Chi viaggia in direzione opposta, invece, ha subito ritardi il 48 per cento delle volte.

Peggio di così, non si può. Il record del ritardo più elevato va a Milano centrale, dove hanno sforato di oltre due ore l'orario stabilito. E i treni a maggior rischio sono l’Intercity Milano-Bari (ritardo medio di 52 minuti), il Frecciabianca sulla stessa tratta (46 minuti) e l’espresso Torino-Palermo (39 minuti). Nella classifica dei ritardatari cronici, poi, il primo posto spetta di diritto a Palermo, con tutti i convogli in ritardo. Seguono Roma Termini, Bari centrale e Reggio Calabria (vai al pdf allegato per leggere il dettaglio città per città).

Altre informazioni sull’indagine e un focus sui disagi per i pendolari si trovano all’indirizzo www.altroconsumo.it/campagna-trasporti. Con la campagna “Siamo uomini o pendolari?”, inoltre, Altroconsumo raccoglie video-denuncia sui disservizi su www.ultimotreno.com.  

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