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venerdì 03 dicembre 2021
 
NOMINE
 

Francesco Beneduce, Michele Autuoro e Gaetano Castello vescovi ausiliari di Napoli

27/09/2021  La scelta del Papa annunciata lunedì 27 settembre. L'arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia: «Lavoreremo insieme a servizio di questa Chiesa e di questa terra che vogliamo amare»

I giovani, il futuro, l’esigenza di evangelizzare arrivando a tutti. E senza mai dimenticare gli ultimi. Nei primi otto mesi da vescovo, monsignor Domenico Battaglia non ha nascosto mai le sue priorità. E proprio da quel mondo che ha sempre più spesso a che fare con le nuove generazioni che Don Mimmo ha ‘pescato’ i nuovi vescovi ausiliari. Così tenendo ben saldo il timone tra le mani, sulla ‘barca' della chiesa di Napoli saliranno a bordo il reverendo Francesco Beneduce, finora Rettore del Pontificio Seminario Campano Interregionale di Posillipo, il reverendo Michele Autuoro, finora Rettore del Seminario arcivescovile di Napoli Cardinale Alessio Ascalesi, e monsignore Gaetano Castello, finora docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale. «Lavoreremo insieme a servizio di questa Chiesa e di questa terra che vogliamo amare – ha detto l’arcivescovo, monsignor Battaglia, per tutti: don Mimmo, rivolgendosi ai nuovi vescovi e alla Curia convocata per l’annuncio - in comunione e in fraternità, lasciandoci guidare dallo Spirito di Dio e dall’ascolto reciproco. I nuovi vescovi verranno consacrati nella Chiesa cattedrale il prossimo 31 ottobre». Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato anche il cardinale Sepe e i vescovi ausiliari Lucio Lemmo e Gennaro Acampa che hanno affiancato, fino a questo momento, anche il vescovo, monsignor Battaglia.

Leggendo i curricula e le esperienze dei tre vescovi che affiancheranno monsignor Battaglia nel suo lavoro quotidiano, si percepisce la loro dimestichezza nel confrontarsi con chi si affaccia al domani. I tre vescovi sono originari di Napoli e della sua provincia ma hanno avuto occasione di potersi confrontare anche fuori la Campania.

Padre Franco Beneduce sj, ha 65 anni ed è nato a Grumo Nevano. È stato Rettore all’Istituto Massimo di Roma e viceprovinciale dei Gesuiti per l’Italia Meridionale. Ha vissuto esperienze pastorali all’estero e in tutta Italia occupandosi particolarmente di giovani, catechesi e scuola. «Partirò dalla conoscenza della città e della Diocesi – ha detto – perché più si conosce, più si ama, mettendo a disposizione di tutti il mio impegno, soprattutto a servizio di questa terra, conosciuta per le sue bellezze ma anche per le sue miserie». 

Don Michele Autuoro, nato a Procida compirà 55 anni a dicembre, più volte Parroco, è stato Direttore dell’Ufficio Missionario della Cei e Presidente della Fondazione Missio. «Confido nella preghiera e nella vicinanza di tutti – ha detto nel suo saluto - per essere generoso in questo compito di servizio alla comunità ecclesiale». 

Monsignor Gaetano Castello, nato a Napoli 64 anni fa, ha al suo attivo una intesa attività accademica come docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica e Preside. Responsabile dei sacerdoti del Gruppo “Seguimi” e Padre spirituale in Seminario, si è occupato anche di catechesi, evangelizzazione, ecumenismo e dialogo interreligioso. «Porto con me l’esperienza che ho maturato con l’insegnamento in Facoltà – ha detto -, con il mondo delle cooperative nella periferia orientale di Napoli a San Giovanni a Teduccio e nel dialogo ecumenico e interreligioso. Partirò da qui per vivere il mio servizio alla Chiesa di Napoli».

L’annuncio speciale arriva in un giorno altrettanto speciale per la Chiesa di Napoli, infatti il primo impegno dei tre vescovi ausiliari è la cerimonia in cui in una celebrazione eucaristica il Nunzio Apostolico in Italia, Sua Eminenza Mons. Emil Paul Tschrerring, consegnerà a Don Mimmo Battaglia il Pallio di Arcivescovo Metropolita a nome del Sommo Pontefice benedetto nella Basilica di San Pietro lo scorso 29 giugno. Il Pallio, una stretta fascia di stoffa, tessuta in

lana bianca, è simbolo di un legame speciale con il Papa ed esprime, inoltre, la potestà che, in comunione con la Chiesa di Roma, l’Arcivescovo Metropolita acquista di diritto ed esercita nella propria giurisdizione. 

 
 
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