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mercoledì 01 dicembre 2021
 
Esteri
 

Trump straccia l'accordo con l'Iran sul nucleare

09/05/2018  Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato multilaterale del 2015. Annunciate nuove sanzioni nei confronti di Teheran. Preoccupati gli europei, festeggiano solo sauditi e israeliani.

Come previsto e temuto, il presidente americano Donald Trump ha gettato nel cestino l’Accordo multilaterale che nel luglio del 2015 aveva posto dei limiti al programma nucleare dell’Iran. Gli Stati Uniti così si ritirano dall’accordo che era stato sottoscritto anche da Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania.

Trump ha cancellato l’accordo con un discorso di 10 minuti. “Si trattava di un accordo abominevole che non avrebbe ami dovuto essere concluso”, ha detto Trump. Trump ha poi accusato l’Iran di mentire, minacciando nuove pesanti sanzioni nei confronti di Teheran. Le sanzioni saranno adottate nel giro di 90-180 giorni. Toccheranno i settori dell’energia e dei servizi finanziari e ci saranno conseguenze anche per gli altri Paesi, Italia compresa, che fanno affari con l’Iran.

La decisone di Trump è stata accolta con soddisfazione soltanto in due Paesi: Israele e l’Arabia Saudita. Gli israeliani considerano l’Iran una minaccia per la loro sicurezza dopo aver visto, in questi anni, l’influenza iraniana estendersi dal Libano attraverso la Siria e l’Iraq. Oggi la stampa israeliana sottolinea che forse il premier Netanyahu si sarebbe aspettato da Trump una diretta minaccia di azioni militari contro Teheran, ma Trump su questa linea irresponsabile non lo ha seguito. L'Arabia Saudita è la grande rivale dell’Iran nel Golfo e in questi ultimi due anni ha sempre criticato l’accordo del 2015, sostenendo che l’Iran aveva tratto beneficio dalla fine delle sanzioni per destabilizzare la regione.

Da parte europea c’è la volontà di mantenere in vita l’accordo, tuttavia le nuove sanzioni che imporrà Trump renderanno tutto molto più complicato. La decisione di Trump va considerata anche uno schiaffo nei confronti degli europei, che nelle ultime settimane avevano fatto pressioni sulla Casa Bianca per mantenere in vita l’accordo. Ma sia il viaggio a Washington del presidente francese Macron sia quello recentissimo del ministro degli esteri britannico Boris Johnson non hanno fatto cambiare idea a Trump e ai “falchi” che lo consigliano, in primo luogo il consigliere per la sicurezza nazionale Bolton.

Ci si interroga se la decisione di Trump preveda un qualche “piano B” . Forse Trump spera che la linea dura (sanzioni e minacce) possa spingere gli ayatollah a rinunciare ai loro programmi nucleari, così come sembra disposto a fare il leader nordcoreano Kim Jong Un, che nelle prossime settimane dovrebbe incontrare Trump. Oppure Trump spera in una implosione del regime iraniano. Ma ora a Teheran potrebbero prevalere i “falchi”, meno dialoganti rispetto all’attuale presidente, il riformista Rouhani. Non è detto che da oggi, come pensa Trump, il mondo sarà più sicuro.

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