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Arte
 

Tutte le mostre dell'autunno da non perdere

24/09/2020  I mostri sacri come Van Gogh, Chagall, Ligabue, i macchiaioli, naturalmente Raffaello, ma anche altre rassegne curiose e interessanti. Guida ragionata alle esposizioni dei prossimi mesi

"La passeggiata" di Marc Chagall, al Palazzo Roverella di Rovigo. In alto, "Al sole" di Vincenzo Cabianca, sarà esposto a Palazzo Zabarella a Padova.
"La passeggiata" di Marc Chagall, al Palazzo Roverella di Rovigo. In alto, "Al sole" di Vincenzo Cabianca, sarà esposto a Palazzo Zabarella a Padova.

Autunno, tempo di mostre. Dopo le chiusure dovute all'epidemia, le riaperture di fine primavera e le proroghe, tornano le grandi mostre. Ecco una guida ragionata alle esposizioni da non perdere nei prossimi mesi. 

ASPETTANDO VAN GOGH

Fra le più attese, figura certamente la grande mostra su uno degli autori pià affascinanti, Vincent Van Gogh. Verrà inaugurata il 10 ottobre 2020 al Centro San Gaetano di Padova Van Gogh. I colori della vita, a cura di Marco Goldi. Il pubblico potrà ammirare ben 125 opere, di cui 78 di van Gogh e le altre di artisti che hanno intrecciato, per diversi motivi e in diversi momenti il loro percorso creativo con quello del pittore olandese, tra cui Delacroix, Courbet, Millet, Hiroshige, Kunisada, a volte direttamente come Seurat, Pissarro, Signac, Guillaumin, Bernard e naturalmente Gauguin. A questi si aggiunge Francis Bacon, di cui saranno esposte tre opere, per indicare come l'arte di van Gogh abbia ispirato anche per i grandi autori del Novecento.

RAFFAELLO TRA REALE E VIRTUALE

A 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, conclusa con un altissimo numero di presenza la grande mostre delle Scuderie del Quirinale, non mancheranno le occasioni per rendere omaggio al maestro. 

Due mostre tra Brescia e Milano e un calendario di appuntamenti, con varie tappe in Lombardia, celebrano Raffaello e il suo mito. Tra ottobre 2020 e marzo 2021. In che modo la visione del genio urbinate e la sua capacità di promozione furono rivoluzionarie? Una volta creata la leggenda, chi l’ha custodita e tramandata nei secoli? Quanto il collezionismo ha accolto le influenze e ha indirizzato le tendenze? Quando e come la produzione di stampe ha contribuito alla nascita della cosiddetta “industria culturale”? Quali i custodi della memoria raffaellesca in Lombardia e con quale ruolo? Il progetto cerca di dare risposte a queste domande, grazie a una serie di iniziative dedicate al pubblico e al racconto della fama, sempre viva, di Raffaello.

A partire dal 18 settembre, Palazzo Baldeschi di Perugia dedica a Raffaello in occasione dei 500 anni della sua scomparsa la mostra Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia. Un'esposizione fra reale e virtuale. Il sommo artista italiano arriverà infatti in una versione digitale senz’altro coinvolgente, e i visitatori potranno persino vederlo mentre disserta con suo padre e con il suo maestro Pietro Vannucci, detto il Perugino. La mostra è divisa in due sezioni: nella prima, a cura di Francesco Federico Mancini, si potranno ammirare eccezionalmente a Perugia, tutte ma proprio tutte le opere di Raffaello legate all’Umbria dove è stato dal 1500 al 1506 e oggi conservate nei più importanti musei del mondo. Non solo virtuale però, infatti in mostra ci saranno tre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la Madonna col Bambino e due cherubini di Perugino, la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Pintoricchio e il Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli. Nella seconda sezione, dal titolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento”, l’eredità artistica di Raffaello verrà raccontata attraverso la produzione dei grandi maestri di cui fu fonte di ispirazione. Infatti per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, l’Accademia fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti.

I MACCHIAIOLI E LA VOGLIA DI RIPARTIRE

Grande attesa anche per la rassegna, sempre a Padova, a Palazzo Zabarella, sui macchiaioli: I macchiaioli. Capolavori dell'Italia che risorge (dal 24 ottobre). Una mostra sui macchiaioli, tanto amati e popolari, ma con molti segreti ancora da svelare, con storie e personalità da far scoprire, appare più che mai consona ad una stagione culturale di "ripartenza" per l'intero nostro Paese. Una rassegna che non si accontenta di essere semplicemente accattivante, capace di catturare un pubblico sempre più vasto, ma che intende anche riaprire un capitolo importante della nostra storia artistica servendosi di punti di vista inediti e di una ricerca scientifica rigorosa, attraverso fonti spesso trascurate. Ossia quella rappresentata dalla nutrita schiera di collezionisti e di mecenati, una fitta rete intessuta intorno a maestri noti come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, e altri meno noti, ma non meno significativi, come Adriano Cecioni, Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Vincenzo Cabianca.

LIGABUE: DOVE VEDERLO DOPO IL BELLISSIMO FILM DI GIORGIO DIRITTI

Se non avete ancora visto Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti sul pittore Laigabue, correte a farlo. Dopodiché è possibile vedere dal vero le sue opere grazie a due mostre: Antonio Ligabue: una vita d’artista, al Palazzo diamanti di Ferrara (dal 30 ottobre), e Ligabue e Vitaloni: dare luce alla natura al Palazzo Tarasconi di Parma (già aperta). 

CHAGALL, TIEPOLO, DERAIN E GLI ALTRI...

Molte altre le rassegne che meritano una visita. Le ricordiamo rapidamente.

Chagall, anche la mia Russia mi amerà al Palazzo Roverella di Rovigo (già aperta).  

Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa alle Gallerie d’Italia di Milano (dal 29 ottobre).

André Derain, sperimentatore controcorrente al Museo d’arte Mendrisio (dal 27 settembre).

Bernardino Ramazzini (1633-1714), il fondatore della Medicina del lavoro a Carpi (già aperta). Buone visite...

 
 
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