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Tutti i guai giudiziari del cavaliere

24/06/2013 

La sentenza del processo Ruby non mette la parola fine alle vicende giudiziarie che coinvolgono Silvio Berlusconi. Da qui alla fine dell’anno si dovrebbero concludere il processo Mediaset, quello sul caso De Gregorio, mentre la Cassazione deve pronunciarsi sul lodo Mondadori. E solo un mese fa sono state rese note le motivazioni della sentenza di condanna sul caso Unipol. Processi che tengono con il fiato sospeso non soltanto l’ex premier e i suoi avvocati, ma un po’ tutto il Paese nonostante le rassicurazioni arrivate da Letta e da esponenti del Pdl sulla tenuta del governo indipendentemente dall’esito dei processi.

Processo Ruby

Mentre è in corso il filone Ruby bis, che vede sul tavolo degli imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora con l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione, è attesa per oggi la sentenza del processo Ruby a carico di Berlusconi, aperto a Milano oltre due anni fa. Pesanti le accuse: concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. L’inchiesta è stata avviata dopo che Karima El Marough, detta Ruby Rubacuori, era stata fermata per un furto. Con una telefonata intervenne Berlusconi che spiegò a Pietro Ostuni, capo di gabinetto, che la ragazza gli era stata indicata come nipote del presidente egiziano Mubarak e che la consigliera della Regione Lombardia Nicole Minetti l’avrebbe presa in affido (all’epoca dei fatti la ragazza era minorenne). Così avvenne, nonostante il pm avesse disposto il collocamento in una comunità, dove Ruby comunque finì nei giorni successivi dopo un ricovero in ospedale. Da qui l’avvio delle indagini, le perquisizioni e la ricostruzione dell’accusa sui presunti festini di Arcore e la richiesta di condanna a 6 anni di carcere e di interdizione legale oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

 

Processo Mediaset

  

L’accusa è di presunte irregolarità nella compravendita dei diritti Tv e cinematografici da parte di Mediaset. In appello la condanna è stata di quattro anni di reclusione (tre coperti da indulto) e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Ora manca solo la pronuncia della Cassazione, dopo che la scorsa settimana la Corte costituzionale ha bocciato il ricorso degli avvocati di Berlusconi che chiedevano l’annullamento dell’ordinanza con cui il Tribunale di Milano si era rifiutato di rinviare, in primo grado, l’udienza fissata per il  1° marzo 2010. Berlusconi, allora presidente del Consiglio, aveva avanzato il legittimo impedimento per una riunione del Consiglio dei ministri (al quale il premier non è obbligato a partecipare e che era stata fissata quel lunedì dopo che gli avvocati della difesa avevano garantito la disponibilità del premier).

Lodo Mondadori

Giovedì 27 la Cassazione esamina il ricorso di Fininvest contro la sentenza di secondo grado sul Lodo Mondadori e la conseguente condanna a versare alla Cir 560 milioni di euro. Una causa lunghissima, che affonda le radici nella cosiddetta guerra di Segrate e che vede scontrarsi Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti.

Caso De Gregorio

  

Questa volta non è il tribunale di Milano, ma quello di Napoli a chiamare in causa Berlusconi. Giovedì 27 c’è l’udienza preliminare per il caso legato alla presunta compravendita dell’ex senatore Sergio De Gregorio nel 2007, durante l’esecutivo Prodi. L’accusa è di corruzione: De Gregorio, eletto nelle file dell’Idv, passò nel centrodestra per contribuire a far mancare la maggioranza al governo, secondo quanto ipotizzato, ricevendo in cambio da Berlusconi 3 milioni di euro.

 

Processo Unipol

 «Abbiamo una banca?»: ascoltare (e pubblicato su “Il Giornale”) le parole tra Piero Fassino (segretario Ds) e Giovanni Consorte (presidente Unipol), intercettate e coperte da segreto istruttorio, è costato a Berlusconi la condanna in primo grado a un anno e 80 mila euro di risarcimento. L’accusa è di concorso in rilevazione di segreti d’ufficio, ma non ci saranno grandi conseguenze: tra poco più di un mese scatta la prescrizione per il reato, in appello potrà essere confermato solo il risarcimento.

I processi chiusi

  

Nel corso degli anni Berlusconi è stato al centro di tante inchieste giudiziarie e altrettanti processi, nessuno dei quali arrivato alla condanna dopo i tre gradi di giudizio, tra assoluzioni (Mills, Mediatrade, Processo Sme, lodo Mondadori, tangenti alla Guardia di Finanza, All Iberian 1 e 2 e processo sulla casa cinematografica Medusa), archiviazioni e prescrizioni. Il reato più contestato è il falso in bilancio, seguito dalla corruzione e appropriazione indebita. L’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile con il processo Ruby ha fatto però molto più rumore.

La separazione

Più che un guaio giudiziario è un affare di famiglia. Ma nell’agenda dei legali del Cavaliere c’è anche, tra qualche mese, il giudizio di merito sulla sentenza emessa in appello dal Tribunale di Milano sulla causa di separazione dalla moglie Veronica Lario alla quale Berlusconi deve versare 3 milione al mese di alimenti.

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