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mercoledì 19 gennaio 2022
 
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La scuola sull'ottovolante della didattica a distanza

30/11/2021  Cancellata in una notte la circolare del 29 novembre del Ministero dell'Istruzione che imponeva la Dad con un solo caso. Un'incertezza che si ripercuote su genitori e bambini

Contrordine professori. La circolare del Ministero dell'Istruzione del 29 novembre che prevedeva la Dad anche nel caso di un solo positivo in classe ha vissuto meno di un moscerino. Sono bastate poche ore per cestinarla.  Ed è l'ultimo atto di un ottovolante di circolari iniziata nel marzo 2020 intorno ai più piccoli. Bambini e giovani che sono passati per tutti i gradi di giudizio: dall'essere i principali untori, veicolo privilegiato del Coronavirus - principali portatori di infezioni soprattutto verso i nonni da cui sono stati prontamente ben distanziati e isolati - al diventare protagonisti marginali di questa pandemia (“prendono in maniera lieve e trasmettono in maniera lieve”). Per tornare di nuovo ruggenti con la variante Delta ("questa sì, attacca anche i più piccoli e in maniera virulenta”) e oggi con la nuovo minaccia africana Omicron.

Un saliscendi di circolari insopportabile quella intorno ai nostri figli che nell'arco di tutte le fasi ha mortificato in primis gli studenti delle superiori, producendo per altro effetti devastanti non solo a livello scolastico ma anche psicologico negli adolescenti. E adesso che la vaccinazione è stata estesa a partire dai 12 anni e si ragiona su quella per i bambini 5- 12 ecco che di nuovo si torna alla carica nei confronti dei più piccoli.

A collaborare alla scrittura di una narrazione contorta e distorta della realtà i titoli sensazionalistici dei giornali che strillano dalle loro pagine l'impennata di contagi tra i bambini con un caso ogni 4 tra i 6 e gli 11 anni. Quando, invece, sì i casi stanno aumentando (così dice la fotografia dell'Istituto Superiore di Sanità), ma il dato reale è il 50percento del 27percento, ovvero il 13 percento degli stessi.

Così oggi ci ritroviamo di nuovo, dopo quasi due anni di pandemia, a temere per la durata delle lezioni in presenza. C'è chi vocifera che si stia valutando di chiudere le primarie (sempre per i motivi di cui sopra), chi pensa che si stia creando la pressione necessaria per far sì che quando si potranno vaccinare i bambini (dovrebbe accadere intorno al 23 dicembre di quest'anno) i genitori siano più motivati a farlo.

Nel frattempo la scuola prosegue sempre più affaticato la sua strada fatta di continui inciampi e batticuori. Con la minaccia costante di riprendere le lezioni a distanza (mortificazione assoluta dell'esperienza scuola che ha bisogno di competenze sì, ma soprattutto di socialità) e la necessità di seguire rigidamente i protocolli di sicurezza.

L'augurio, come si suol dire, è di riuscire a tagliare il panettone in presenza e, con l'anno nuovo di scivolare velocemente verso la bella stagione che come tutti gli anni da due anni ci restituisce un minimo di libertà e speranza. E che nel frattempo lo zoccolo duro dei no vax – anche grazie al super green pass – con generosità, altruismo e senso civico si eroda. Perché le colpe degli adulti ancora una volta non ricadano sui più piccoli.

 
 
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