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giovedì 28 ottobre 2021
 
UDIENZA
 

Il Papa: anche quando tocchiamo il fondo Dio ci tratta da figli

11/05/2016  Pure «nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, vuole abbracciarmi, mi aspetta». Riflettendo sulla parola del figliol prodigo, papa Francesco s'è rivolto in particolare "a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo".

 

Spiega la parola del figliol prodigo, il Papa, all'udienza generale. E spiega che pensare di essere premiati per il bene o castigati per il male, è estraneo alla logica di Gesù. L’ammissione d’aver peccato, da parte del figlio, si esprime in parole che “si dissolvono davanti al perdono del padre”, il quale, accogliendo calorosamente il figlio, gli fa capire che “è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto, ma è sempre suo figlio”. Questa “dignità” di figli, “frutto dell’amore del Padre”, non dipendendo “dai nostri meriti e dalle nostre azioni”, nessuno può togliercela, “nemmeno il diavolo”, ha detto il Papa. La parabola del figliol prodigo, ha proseguito Francesco, è uno stimolo a “non disperare mai”, in particolar modo per le mamme e i papà “in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose” o per i “parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano”.

 Il Papa ha ricordato anche chi è in carcere e “pensa che la sua vita sia finita”, e quanti hanno compiuti “scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro”, infine coloro che “hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo”. Anche nella “situazione più brutta” della nostra vita, c’è sempre Dio ad attenderci, pronto ad abbracciarci. Poi il Papa si è occupato del figlio maggiore, quello che protesta con il padre. ha spiegato che il suo atteggiamento interroga la coscienza di ognuno di noi, “quando ci domandiamo se valga la pena faticare tanto se poi non riceviamo nulla in cambio”. E tuttavia Gesù “ci ricorda che nella casa del Padre non si rimane per avere un compenso, ma perché si ha la dignità di figli corresponsabili”. Con Dio non c’è da “barattare” nulla, ha sottolineato il Pontefice; si tratta soltanto di “stare alla sequela di Gesù che ha donato sé stesso sulla croce senza misura”. 

Prima di giungere in piazza San Pietro, il papa ha salutato i pellegrini malati, che hanno seguito l’udienza generale dai maxischermi collocati nell’Aula Paolo VI, a causa della pioggia.  

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