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«La Messa non è un museo: si va a un incontro vivo con il Signore»

15/11/2017  «La Messa», esordisce Jorge Mario Bergoglio, «è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più concreta». Il Papa ricorda anche la forza del silenzio (pregare non è moltiplicare parole).

Ancora un'udienza dedicata alla Messa, una catechesi tutta volta a spiegare la natura, l'importanza e la forza della celebrazione eucaristica: papa Francesco arriva un po' prima in piazza San Pietro (attorno alle 9,10), saluta la folla e riprende il ragionamento avviato una settimana fa.. «La Messa», esordisce Jorge Mario Bergoglio, «è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più concreta. È l’incontro d’amore con Dio mediante la sua Parola e il Corpo e Sangue di Gesù»La domanda alla quale rispondere, continua il Papa, è: «Che cosa è veramente la preghiera». «È anzitutto dialogo, relazione personale con Dio», precisa Francesco: «È un incontro con il Signore. E l’uomo è stato creato come essere relazionale personale con Dio, che trova la sua piena realizzazione solamente nell’incontro con il suo Creatore».

«La strada della vita è verso l’incontro definitivo col Signore», aggiunge Bergoglio a braccio, ricordando che nel Libro della Genesi «si afferma che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il quale è Padre e Figlio e Spirito Santo, una relazione perfetta di amore che è unità. Da ciò possiamo comprendere che noi tutti siamo stati creati per entrare in una relazione perfetta di amore, in un continuo donarci e riceverci per poter trovare così la pienezza del nostro essere, Quando Mosè, di fronte al roveto ardente, riceve la chiamata di Dio, gli chiede qual è il suo nome, ed egli risponde: "Io sono colui che sono’. Questa espressione, nel suo senso originario, esprime presenza e favore, e infatti subito dopo Dio aggiunge: ‘Il Signore, il Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe’. Così anche Cristo, quando chiama i suoi discepoli, li chiama affinché stiano con lui. Questa dunque è la grazia più grande: poter sperimentare che la Messa, l’Eucaristia è il momento privilegiato per stare con Gesù, e, attraverso di lui, con Dio e con i fratelli».

LA FORZA DEL SILENZIO: PREGARE NON E' MOLTIPLICAR PAROLE

La preghiera non è un elenco infinito di parole.... «Come ogni vero dialogo pregare è anche saper rimanere in silenzio», ha sottolineato il Papa. «Nei dialoghi ci sono momenti di silenzio» e qui si tratta di «rimanere in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo che è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante! Ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù».

 

LA CAPACITA' DI STUPIRSI: IMPARIAMO DAI BAMBINI

  

Stupore. Meraviglia. Semplicità. Fiducia. «Per entrare nel Regno dei cieli è necessario farsi piccoli come bambini», ha concluso il Papa,  spiegando che «i bambini sanno fidarsi, sanno che qualcuno si preoccuperà di loro, di quello che mangeranno, di quello che indosseranno e così via. Questo è il primo atteggiamento. Fiducia e confidenza, come il bambino verso i genitori; sapere che Dio si ricorda di te e si prende cura di te, di me, di tutti».

«La seconda “predisposizione”, propria dei bambini, da fare nostra è “lasciarsi sorprendere”»: «Il bambino», esemplifica Francesco, «fa sempre mille domande perché desidera scoprire il mondo e si meraviglia persino di cose piccole perché tutto è nuovo per lui. Per entrare nel Regno dei cie«li bisogna lasciarsi meravigliare”. “Nella nostra relazione con il Signore, nella preghiera, ci lasciamo meravigliare?”, ha chiesto il Papa ai fedeli: “O pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli?”, ha aggiunto a braccio: “No, è fidarsi e aprire il cuore per lasciarsi meravigliare”. “Ci lasciamo sorprendere?”, ha proseguito Francesco: “Perché Dio è sempre il Dio delle sorprese, perché l’incontro con il Signore è sempre un incontro vivo, non è un museo. E noi andiamo a Messa e non al museo, ad un incontro vivo con il Signore».

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«La Messa non è uno spettacolo: prima non chiacchieriamo, prepariamoci in silenzio a incontrare Gesù»
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