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martedì 30 novembre 2021
 
UDIENZA
 

«La Porta Santa è gratis, la salvezza non si paga»

16/12/2015  Francesco è tornato a parlare dell’Anno Santo appena cominciato, proponendo all’attenzione dei fedeli, raccolti in Piazza San Pietro, due segni centrali del Giubileo e cioè la Porta della misericrodia e la Confessione. Bergoglio ha sottolineato anche quanto è difficile a volte perdonare ma, ha detto, se ci apriamo a Dio a nostra volta diventiamo capaci di perdono.

«Quando attraversate la Porta Santa, state attenti che non ci sia qualcuno troppo svelto o furbo che dice che bisogna pagare. La salvezza non si paga, non si compra: la salvezza è gratis». Lo ha affermato papa Francesco nell'udienza generale ricordando che «il Giubileo è in tutto il mondo, non soltanto a Roma. Ho desiderato che questo segno della Porta Santa fosse presente in ogni chiesa particolare perché il Giubileo della misericordia possa diventare un'esperienza condivisa da ogni persona».

Bergoglio poi ha ricordato che «la misericordia e il perdono non devono rimanere belle parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana».  Ha fatto quindi un riferimento all’anniversario dei 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II: «Anche la data dell’8 dicembre ha voluto sottolineare questa esigenza, collegando, a 50 anni di distanza, l’inizio del Giubileo con la conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. In effetti, il Concilio ha contemplato e presentato la Chiesa alla luce del mistero della comunione. Sparsa in tutto il mondo e articolata in tante Chiese particolari, è però sempre e solo l’unica Chiesa di Gesù Cristo, quella che Lui ha voluto e per la quale ha offerto Sé stesso. La Chiesa “una” che vive della comunione stessa di Dio».

L’amore e il perdono, ha proseguito è un «programma di vita» che «non può conoscere interruzioni o eccezioni, ma ci spinge ad andare sempre oltre senza mai stancarci, con la certezza di essere sostenuti dalla presenza paterna di Dio». Il Papa ha spiegato che la Porta Santa che si attraversa serve a tenere aperta la porta del cuore: «Non avrebbe molta efficacia l’Anno Santo se la porta del nostro cuore non lasciasse passare Cristo che ci spinge ad andare verso gli altri, per portare Lui e il suo amore. Dunque, come la Porta Santa rimane aperta, perché è il segno dell’accoglienza che Dio stesso ci riserva, così anche la nostra porta, quella del cuore, sia sempre spalancata per non escludere nessuno. Neppure quello o quella che mi dà fastidio: nessuno».

Un altro segno importante dell’Anno Santo della misericordia è la confessione: «Accostarsi al sacramento con il quale veniamo riconciliati con Dio equivale a fare esperienza diretta della sua misericordia. E’ trovare il Padre che perdona: Dio perdona tutto. Dio ci comprende anche nei nostri limiti, ci comprende anche nelle nostre contraddizioni». Il Papa ha sottolineato che non è facile perdonare, ma ha esortato ad avere “coraggio” e a vivere i segni del Giubileo con «grande forza d’amore» e ha concluso con le parole: «Coraggio e avanti».

 
 
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