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venerdì 28 gennaio 2022
 
 

Ceronetti: il teatro serve a dare gioia

05/10/2012  Intervista al poliedrico intellettuale, fra i protagonisti, a Milano, di un evento sulla figura di Ulisse: «Oggi lo rappresentano i fotoreporter, che vanno sulle linee del fuoco».

Il poeta, filosofo, scrittore, giornalista, drammaturgo Guido Ceronetti, classe 1927, ha entusiasmato il pubblico milanese con il monologo Una certa idea della Grecia, spettacolo di apertura della rassegna del Piccolo Teatro, realizzata con il Comune, "Milano e i suoi Ulissi” Viaggio nelle odissee, a cura di Marco Rampoldi.

Insieme ai suoi collaboratori del Teatro dei Sensibili, Eléni Molos, di padre greco, e Luca Mauceri,
Ceronetti, grande conoscitore del mondo classico, ha proposto alcuni testi a lui cari, scelti fra i lirici e i tragici greci, e fra autori novecenteschi, come il Nobel Giorgos Seferis. Particolarmente suggestiva è la rievocazione della continuità della lingua greca, anche attraverso l’origine di modi di dire entrati nel linguaggio parlato comune, come “piantare in asso”, “dormire tra le braccia di Morfeo”, “filo di Arianna” e moltissimi altri. Mentre nello spettacolo non ci sono riferimenti alla Grecia di oggi, «perché il pensiero greco – prosegue Ceronetti - trascende ogni situazione di difficoltà economica e il debito verso la civiltà greca resta enorme. Anche se la Grecia è ora un Paese allo sfascio, in cui molti hanno perso il lavoro, tuttavia i greci si stanno arrangiando: riscoprono lavori tradizionali, come coltivare la terra. Il padre della mia attrice Eléni, che vive nei sobborghi di Atene, appena licenziato, ha ripreso le reti da pesca del suo primo lavoro e si è rimesso all’opera, anche se i mari sono stati svuotati, come i nostri e non c’è più la pescosità di una volta, perché le grandi navi, per esempio giapponesi, hanno preso tutto, ma se torna a casa con dieci pesciolini almeno mangia!».

Eccezionalmente Ceronetti è tornato al Piccolo e, nonostante la fatica e le sofferenze provocate dall’età che avanza, mantiene la sua voglia di incontrare la gente e di portare le sue parole agli spettatori. «Poter dare gioia è un buon puntello per riprendere a lavorare, come diceva un mio slogan “dare gioia è un mestiere duro” e a questa età “dare gioia è un mistero durissimo”, perché devi tener conto dei limiti fisici, però è bello dare un contributo: la missione del teatro non è di fare quello che interessa a un artista, ma pensare a un messaggio che arrivi al pubblico. Il teatro va fatto per gli altri, non per sé, questa è la vera missione».

Infatti il teatro sopravvive anche in situazioni drammatiche, come prosegue Ceronetti:
«è straordinaria l’idea di fare teatro nei gulag, perché gli attori e registi del teatro russo deportati si sono ritrovati con 50 gradi sotto zero, con una divisa di tela, a recitare fra loro! Questa immagine del teatro che riprende spontaneamente a vivere, è bellissima. Dostoevskij parla della passione del teatro nel “bagno penale”; anche oggi nelle carceri allestiscono spettacoli, per esempio i detenuti di Volterra hanno messo in scena il mio La iena di San Giorgio. Al carcere di Spoleto invece ho recitato io per i carcerati che sono rimasti molto colpiti dalla mia ballata sugli assassini di Novi Ligure, un delitto che anche loro non accettano».

E oggi chi possono essere gli Ulissi? «Forse i fotoreporter per il loro coraggio di viaggiare e andare sulle linee del fuoco». In attesa dell’Odyssey di Robert Wilson, coprodotta dal Teatro Nazionale di Atene (26 ottobre) e dal Piccolo (2 al 24 aprile 2013), a Milano arriveranno tanti “Ulissi”, negli otto incontri, da ottobre ad aprile, che costituiscono una sorta di stagione nella stagione del Piccolo Teatro. Caratteristica dominante è l’unione tra la recitazione di grandi attori di brani - tratti naturalmente dall’Odissea, ma anche da Platone, Eschilo, Joyce, Karen Blixen e Mimmo Borrelli e da Le Mille e una Notte, il Satyricon, l’Epopea di Gilgameš - e le riflessioni di personalità in prima linea nell’impegno civile e sociale. Inoltre la rassegna esce dal teatro e va incontro alla popolazione di Milano in luoghi insoliti come il Palazzo di Giustizia, il Carcere Minorile “Beccaria”, il Mercato Comunale di piazza Wagner, la Biblioteca comunale di Lorenteggio, la Casa della Carità in cui nei racconti degli ospiti si assiste alla vera vita di tanti Ulissi di oggi.

Dove e quando
MILANO E I SUOI “ULISSI” “VIAGGIO NELLE ODISSEE”, Aula della Corte d’Assise d’Appello del Palazzo di Giustizia, Giustizia è vendetta? (8 novembre) con Massimo Popolizio, Livia Pomodoro, Salvatore Scuto, Eva Cantarella; pub Matricola di Viale Romagna, Semplicemente Joyce – Ulisse da Ulisse di Joyce (17 dicembre) con Giulio Giorello e Fausto Russo Alesi; Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria”, Sogno o ritorno? con Paolo Rossi (17 gennaio); Casa della Carità, L’io in cammino con Moni Ovadia, Giulio Giorello, Paolo Rumiz (7 febbraio); Mercato comunale di piazza Wagner, con Marco Paolini, don Virginio Colmegna, Eva Cantarella (7 marzo); Biblioteca comunale di via Lorenteggio, La seduzione della seduzione, con Federica Fracassi, Elisabetta Sgarbi, Eva Cantarella e Sumaya Abdel Qader (25 marzo); Teatro Grassi, Sull’Averno con Omero, con Toni Servillo e Mimmo Borrelli (12 aprile); nel Chiostro del Piccolo di via Rovello la due giorni di 48 ore con lettura dell’Odissea, incontri, video, un laboratorio per ragazzi a cura di Antonio Catalano e la mostra Gli Ulissi di Emanuele Luzzati (20-21 aprile). Fuori programma ed unico evento a pagamento al Teatro Studio, Vinicio Capossela canta il “suo” Ulisse (5 -8 giugno) in Marinaio, profeta e balena. L’ombra di Ulisse da Omero.
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero con prenotazione a comunicazione@piccoloteatromilano.it oppure chiamare il numero 02/72.33.33.01/313 dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Info: www.piccoloteatro.org

 
 
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