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Un goal per Francesco

14/08/2013  Dopo l'udienza in Vaticano le due selezioni (sei titoli mondiali in due) stanno per scendere in campo all'Olimpico di Roma. Una grande festa del calcio che si carica di significato. Il Santo Padre ha parlato di uno sport che non deve diventare solo business e di campioni che devono continuare a rimanere uomini, assaporando le gioie e le soddisfazioni del dilettantismo. Un unico rimpianto: non vedere Francesco allo stadio.

Stasera a Roma, alle 20,45, si gioca la partita del cuore, la “vera” partita del cuore, quella tra Italia e Argentina, amichevole nata quasi per caso - dopo l’elezione di papa Francesco al soglio pontificio il 13 marzo scorso - da una battuta del commissario tecnico della Nazionale italiana, Cesare Prandelli: «Sarebbe bello potergli dedicare una partita amichevole tra Italia e Argentina».

La Federcalcio italiana e quella argentina hanno colto l’occasione e sono riuscite a organizzare la sfida di questa sera. Papa Bergoglio non sarà allo stadio, ovviamente, anche se in molti, a cominciare dal presidente del Coni Malagò, hanno sperato nell’eccezionale evento, ma ciò che più conta è che i giocatori sul terreno di gioco e i tifosi sugli spalti sentano la presenza del Papa, dopo le parole dette in Vaticano alle due squadre: «Voi, cari giocatori, siete molto popolari. La gente vi segue molto, non solo quando siete in campo ma anche fuori. Questa è una responsabilità sociale».

Il Pontefice ha proseguito dicendo: «Prima di essere campioni siete uomini, persone umane, con i vostri pregi e i vostri difetti, il vostro cuore e le vostre idee, le vostre aspirazioni e i vostri problemi. E allora, se siete personaggi, rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita, uomini portatori di umanità». Una partita di calcio che ha avuto queste premesse può rappresentare una novità in campo sportivo e calcistico in particolare, e anche se non ci si può aspettare che i takle e i falli siano aboliti dal match tra le due Nazionali, la responsabilità dei giocatori e dei tifosi stasera sarà maggiore che in passato.

Il comportamento e l’assunzione di responsabilità saranno più importanti del risultato, pur se a ogni sportivo non mancherà la curiosità di sapere se l’argentino Osvaldo segnerà ai suoi “fratelli” o se Tevez, appena giunto in Italia, sarà in grado di dare un dispiacere al suo compagno di club Buffon. Il quale, peraltro, ha sottolineato dopo la visita in Vaticano: «Per una volta ho pensato che c’era una persona che attira più attenzione di Messi ed è stato un ritorno alla normalità». E lui, il giocatore più bravo del mondo, Lionel Messi, sarà assente per infortunio, così come Balotelli, stella calcistica del nostro calcio. Ma quella di stasera sarà ugualmente una partita tutta da vedere, al di là di chi scenderà in campo e saranno tanti a tifare, come ha detto papa Francesco, per un ritorno alla normalità. Anche in una sfida calcistica.

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