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venerdì 10 aprile 2020
 
migranti
 

«Un'altra tragedia, corridoi umanitari per fermare l'"olocausto" nel mare»

25/07/2019  Due barconi affondano al largo della Libia. A bordo c'erano complessivamente circa 300 persone, 150 delle quali risultano disperse. Si teme che siano morte. «Il calcolo politico e l'indifferenza di tutta l'Europa uccidono più delle onde del Mediterraneo»: denuncia don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha chiesto di istituire la Giornata mondiale del migrante ignoto.

Don Aldo Buonaiuto, 48 anni. In copertina: il naufragio di un barcone pieno di migranti al largo della Turchia lungo la costa occidentale di Ayvacik, il 30 gennaio 2016. Foto dell'agenzia di stampa Reuters.
Don Aldo Buonaiuto, 48 anni. In copertina: il naufragio di un barcone pieno di migranti al largo della Turchia lungo la costa occidentale di Ayvacik, il 30 gennaio 2016. Foto dell'agenzia di stampa Reuters.

La nuova tragedia in mare ci addolora e ci deve scuotere profondamente senza far finta che non ci riguardi. Questo dramma conferma che senza una gestione concertata dei flussi migratori non è possibile scongiurare l’Olocausto nel Mediterraneo di cui parla incessantemente Papa Francesco. L’unico modo per impedire che il canale di Sicilia si trasformi sempre più in una bara d’acqua è istituire corridoi umanitari sistematici e continuativi, che tolgano ai trafficanti di carne umana la loro fonte di crudele arricchimento. 

L’Unione europea, Onu e governi di entrambe le sponde del Mediterraneo devono cooperare per lottare con ogni mezzo contro i trafficanti, bloccare alla partenza chi non ha i requisiti per ottenere asilo ma soprattutto soccorrere chi sta annegando.

La Chiesa è presente nei Paesi di origine, di transito e di destinazione, quindi ha esperienza e conoscenza perché si possa intensificare ogni forma di collaborazione con gli Stati che può fare fronte ad un numero di sbarchi tutto sommato limitato rispetto ad altre estati. 

Purtroppo mentre nelle nazioni Europee si discute di accoglienza, nel mare si continua a morire. Il calcolo politico e l’indifferenza uccidono più delle onde del mare.

Abbiamo chiesto di istituire una Giornata Internazionale de Migrante Ignoto proprio perché ad una questione sovranazionale non si può rispondere con misure nazionali e perché i nostri fratelli che scompaiono nel Mediterraneo hanno i nostri stessi diritti di vedersi riconosciute dignità e umanità. 

E invece oggi il loro valore non viene riconosciuto nemmeno dopo la scomparsa e i loro familiari non hanno neppure una lapide su cui poter deporre un fiore. Ormai l’opinione pubblica è talmente assuefatta a queste tragedie che quasi non fanno più notizia, perciò o impariamo a riconoscerci in questi drammi infiniti oppure dovremo renderne conto a Dio e alla storia. L’Europa del rigore finanziario e del libero commercio se c’è batta un colpo.

                                                                                                                                             don Aldo Buonaiuto

 

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