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venerdì 19 agosto 2022
 
Festival
 

Un altro cinema è possibile

24/10/2016  Al via la ventesima edizione Tertio Millennio Film Fest, il Festival del dialogo interreligioso dedicato quest'anno alla donna che inaugura domani alle 20.30 alla Casa del cinema con l’anteprima nazionale di La ragazza senza nome dei fratelli Dardenne, alla presenza dei due registi

C’è un “problema donna” che attraversa tutte le culture. Un retaggio del patriarcato che travalica storie e confini: le società, con le dovute differenze, sembrano tutte esercitare una forma di pressione indebita nei confronti della donna. Ed è questo il focus della ventesima edizione del Tertio Millennio Film Fest, il Festival del dialogo interreligioso che si apre domani, 25 ottobre e si conclude sabato 29 a Roma organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Pressione che può portare talvolta a condizioni subdole di emancipazione (come nel film Coldness), altre a sfociare in forme di violenza intollerabile (La ragazza senza nome, Agnus Dei, Paradise).

Ma le vie della salvezza, ha ripetuto più volte il Papa, non sono precluse a nessuno: uomini e donne, indifferentemente. Persino il più abietto può incontrare la Grazia, come attesta la storia di Pippo Grassonelli (Ero Malerba). L’arte, la cultura, allora rivestono un doppio ruolo fondamentale: quello di mettere in comunicazione gli uomini – rivelando quindi la loro condizione di eguali, di fratelli – e quello di elevarli, aprendo loro gli occhi su un destino più autentico. Una missione che il cinema dei grandi – come quell’Ermanno Olmi che si racconta senza remore in E venne l’uomo – ha sempre perseguito. La missione di essere uomini per davvero.

su cosa si dovrebbe convenire?

Ecco allora dove risiede il bello di ripensare il dialogo tra religioni: anche nell’individuazione di linee di convergenza mai pensate prima. In altre parole, nel chiedersi su che cosa si dovrebbe convenire? Quali le questioni su cui confrontarsi cercando un accordo che non camuffi le divergenze ma le renda semmai produttive, arricchenti? Ed ecco anche che se l’interreligiosità è l’abito indossato da Tertio Millennio, il suo corpo tematico cambia di anno in anno. Può essere la sfida dell’ecologia tanto rimarcata da Papa Francesco o il tema dell’accoglienza dei migranti o, come quest’anno, la questione femminile (ecco il programma).

Un festival cinematografico inaugurato da san Giovanni Paolo II nel 1997, con il patrocinio dei Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali, in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali CEI e con il sostegno della Direzione Generale Cinema MiBACT. Da sempre attento a indagare temi legati alla spiritualità, Tertio Millennio nel 2015 ha promosso un importante progetto di rinnovamento. Sull’esempio del “Cortile dei Gentili” promosso dal cardinale Gianfranco Ravasi, ha coinvolto i rappresentanti delle religioni cattolica, protestante, ebraica e islamica all’interno del proprio Comitato di Selezione per una proposta cinematografica nel segno della pace. Il dialogo interreligioso «è una condizione imprescindibile per la pace, e per questo è un dovere per tutti i credenti» (Francesco, Evangelii gaudium, 250). Il Festival si fregia della medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica.

 
 
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