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lunedì 29 novembre 2021
 
 

Un amico detective nell'antica Roma

20/10/2010  Antonia Arslan legge per noi "Delitto sul Palatino" dell'americano Steven Saylor, dove torna il personaggio Giordano il Cercatore, protagonista di una serie di successo.

Antonia Arslan commenta "Delitto sul Palatino" di Steven Saylor, giallista americano laureato in Storia.
Antonia Arslan commenta "Delitto sul Palatino" di Steven Saylor, giallista americano laureato in Storia.

Qualche volta è rasserenante leggere con gioia semplice, e seguire affascinati l’evolversi di un personaggio, che diventa man mano un caro amico da seguire in nuove avventure. Se poi questo eroe si muove su sfondi storici ricostruiti con cura, anche attraverso fonti erudite o poco note, episodio dopo episodio ci diventa familiare, ne ritroviamo le abitudini, il linguaggio e perfino i tic; se ha intorno parenti e amici, una città, una casa che possiamo riconoscere da un libro all’altro, allora il gioco è fatto, siamo diventati “dipendenti”: per fortuna non da una droga, e neppure dalla cioccolata, ma da una serie di libri.

Questo è stato il caso, per me, di Gordiano il Cercatore, protagonista originale e simpatico inventato da Steven Saylor, realisticamente calato nella storia romana del primo secolo a.C.: uno che di fronte a eventi delittuosi guarda al di là delle apparenze, scioglie gli enigmi e trova le verità profonde che giacciono nascoste sotto le variopinte maschere indossate dagli uomini. Sfilano nei suoi libri (da Sangue su Roma a Lo schiavo di Roma, da L’enigma di Catilina al più recente Delitto sul Palatino edito dalla Nord) tanti personaggi storici che ben conosciamo, da Cicerone (davvero un uomo per tutte le stagioni, come forse già sospettavamo al liceo) col suo scriba Tirone, a Catullo veronese, che dissipa la sua giovinezza in un amore impossibile, ai bellissimi Clodio e Clodia (la Lesbia catulliana), fratelli, complici, forse amanti, a Catilina, ambiguo eroe di un intero libro.

Molto accurate anche le ambientazioni, a cominciare da una Roma grandiosamente umana, popolare e aristocratica insieme, descritta nei suoi vicoli pericolosi, nelle insulae, le case alte fino a sei piani dove viveva la povera gente, e nelle lussuose ville suburbane: dalla Suburra al Palatino, dal Foro ai Mercati. Bella anche la conca napoletana, fra le presenze oscure nel lago d’Averno, la Sibilla Cumana e la “vita beata” fra Baia e Sorrento. C’è infine la famiglia di Gordiano: Bethesda, lamoglie egiziana, la figlia Gordiana detta Diana, gli altri due figli adottati, Eco, un ex bambino di strada, e il piccolo Meto... Tutti presentati con affettuosa perizia, sicché ogni storia diventa così anche la puntata di un’intrigante saga familiare.

 
 
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