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mercoledì 08 dicembre 2021
 
 

Un bambino di nome Giovanni Paolo

28/03/2011  Nato idrocefalo, 10 operazioni e tanta sofferenza. I genitori hanno voluto chiamarlo con il nome del Papa polacco, che molto soffrì in gioventù, per affidarlo alla sua intercessione.

Giovanni Paolo De Crescenzo con il papà
Giovanni Paolo De Crescenzo con il papà

«Ciao Giovanni…» salutiamo noi. «Giovanni Paolo..», precisa lui, scandendo per intero il proprio nome. Giovanni Paolo ha appena 4 anni; è un bimbo vivace come tanti suoi coetanei. Eppure ha già dieci operazioni alle spalle: al cuore e al cervello. Il primo intervento ad appena due settimane dalla nascita. «Era il 23 ottobre 2010 e Giovanni Paolo iniziò a cambiare colore, a diventare cianotico» - racconta il padre, Gianluca De Crescenzo - «io e mia moglie iniziammo un peregrinare da un ospedale all’altro: solo dopo 5 ore ricoverarono nostro figlio, ma ci diedero poche speranze di vita: non sappiamo se supererà la notte, ci dissero i medici».

Al piccolo Giovanni Paolo viene diagnosticata un’interruzione dell’arco aortico ed un difetto interartiale; fuori dal lessico medico vuol dire che il cuore del bimbo funziona a fatica. «Anche quella notte ho pregato Papa Giovanni Paolo II» - ricorda il papà - «non so se è stato un miracolo, però io ho sentito forte la sua presenza. Finito l’intervento, un medico mi disse: dovresti cambiare la data di nascita di tuo figlio; è come se oggi fosse rinato».

L’operazione riesce, dunque, ma rimane qualche problemino al cervello: un idrocefalo, ossia un accumulo di liquido cerebrale. Nel corso degli anni il piccolo Giovanni Paolo sarà operato altre volte per inserire e successivamente (con la crescita) sostituire un piccolo tubicino per favorire il deflusso del liquido cerebrale. Insomma, tanti interventi, tanto penare per papà Gianluca e mamma Maria, con un’unica costante: le preghiere a Papa Wojtyla. «La cosa più incredibile è che mio figlio sogna spesso il Papa: sempre la stessa immagine, chiara e luminosa e mi dice: papà ho visto il nonnino, ho visto il nonnino!! Lui lo chiama così».

Ma perché la scelta di questo nome così impegnativo? «Intanto Giovanni è il nome del nonno, ma io ho voluto “aggiungere” Paolo in omaggio al Papa: mi ha sempre affascinato la sua vita, con tutte le sofferenze patite da giovane quando ha perso gli affetti più cari: la madre, il fratello. Ha avuto una vita molto difficile, eppure era sempre sorridente. È alla figura di uomo prima ancora che di Papa che sono molto legato». A maggio anche Gianluca e Maria saranno a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II. In cuor loro Wojtyla è già un santo e lo dimostra la loro casa piena di immagini sacre che raffigurano Giovanni Paolo II… Ma l’icona più bella, per loro, è senza dubbio il sorriso del proprio figlio che corre e si diverte alle giostre del parco.

 
 
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