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venerdì 03 febbraio 2023
 
 

Morto il cardinale Monsengwo, baobab della fede in Africa

11/07/2021  Il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, 81 anni, è morto domenica 11 luglio in una clinica nei pressi di Parigi, dove era stato trasportato dal suo Paese, la Repubblica Democratica del Congo, sei giorni prima su un aereo medicalizzato messo a sua disposizione dal presidente della vicina Repubblica del Congo già in condizioni critiche. L'Arcivescovo emerito di Kinshasa, nel 1970, primo africano, ottiene il dottorato in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. La Bibbia e l’esegesi accompagneranno tutta la sua vita. Un interesse che a partire dalla Parola di Dio l’ha visto chiamato a misurarsi con leggi e problemi della sua nazione, nel difficile cammino alla ricerca della democrazia.

Il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, 81 anni, è morto nel pomeriggio di domenica 11 luglio in una clinica di Versailles, presso Parigi. Aveva lasciato la sua terra, la Repubblica Democratica del Congo, 6 giorni prima, su un aereo medicalizzato messo a sua disposizione dal presidente della vicina Repubblica del Congo, Dénis Sassou, già in condizioni critiche. Avevano destato raccapriccio le immagini pubblicate sul web da fotografi senza scrupolo che lo mostravano sulla lettiga e avevano spinto il suo successore alla sede di Kinshasa, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, a chiedere un’inchiesta per individuare e sanzionare chi ha agito con tanto spregio al rispetto di una persona che ha speso la sua vita per il Vangelo e la giustizia. 

 

Alcune date segnano la vicenda umana e cristiana di questo baobab della storia dell’Africa e del Congo in particolare. Nel 1970, primo africano, ottiene il dottorato in sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. La Bibbia e l’esegesi accompagneranno tutta la sua vita. “La nozione di Nomos nel Pentateuco greco”, il titolo della sua tesi, quasi un anticipazione di un interesse che a partire dalla Parola di Dio l’ha visto chiamato a misurarsi con leggi e problemi della sua nazione, nel difficile cammino della ricerca della democrazia.

Il 4 maggio 1980 riceve l’ordinazione épiscopale da san Giovanni Paolo II in visita nell’allora Zaire del dittatore Mubutu. Da ausiliare della sua diocesi di origine, Inongo, nella provincia del Mai-Ndombe, e segretario della Conferenza Episcopale del Congo (Cenco), a coadiutore e poi arcivescovo di Kisangani e presidente della Cenco e membro della segreteria del Sinodo dei Vescovi. Nel 1991, ricevute le opportune dispense da Roma, è eietto presidente dell’Assemblea sovrana nazionale che assumerà il ruolo di parlamento provvisorio. Le doti di Monsengwo come mediatore e organizzatore, irremovibile nel condurre in porto le sue iniziative sono proverbiali. Nel 1997 diviene presidente dei Vescovi africani (Sceam); nel 2004 papa Benedetto XVI lo promuove alla sede di Kinshasa e nel 2010 lo crea cardinale. Nel 2004 è anche vice presidente di Pax Christi internazionale. Un crescendo che ha accompagnato il ruolo di leadership naturale del cardinale, riconosciuto anche da papa Francesco che lo inserisce - unico africano - nel gruppo dei sui ristrettì consiglieri. 

Il ministero episcopale nella grande arcidiocesi della capitale congolese si intreccia con le vicende politiche e le elezioni presidenziali, con i conflitti non solo dialettici, ma spesso caratterizzati da funeste violenze, con il popolo sempre nella situazione di subire condizioni di vita al limite della sussistenza. 

Rimarrà inalterata nel tempo la forza della predicazione del Cardinal Monsengwo. Mai una parola di troppo, ma poche frasi capaci di far tremare i detentori di un potere spesso illegittimamente detenuto. «Che i mediocri se ne vadano» è stato uno slogan non costruito, uscito dai suoi discorsi nel gennaio 2018 quando la polizia reprimeva le marce dei cattolici organizzate dopo le messe domenicali per chiedere che si tenessero le elezioni. 

La sua uscita di scena è compensata dal lavoro che il suo successore nella sede di Kinshasa, il cardinale Ambongo, sta realizzando in continuità con l’opera di Monsengwo. 

Rimangono anche i volumi della sua predicazione e delle sue riflessioni esegetico -spirituali affidate in gran parte alla casa editrice Médiaspaul dei Paolini in Congo, con i quali ha sempre intrattenuto relazioni di grande collaborazione. «Valoroso soldato di Cristo, riposa in pace», l’annuncio con cui il responsabile della Comunicazione dell’arcidiocesi di Kinshasa ha twittato alle 16.57 chiedendo preghiere per l'anima dell’arcivescovo emerito.

 
 
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