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domenica 03 luglio 2022
 
Il Teologo
 

Un cattolico può leggere libri di altre religioni?

25/05/2021 

Sto leggendo un libro che parla del buddismo, di Soka gakkai e del Sutra del Loto. Ho un dubbio: può un cattolico leggere libri di altre religioni?

LETTERA FIRMATA

La conoscenza delle altre religioni è da incoraggiarsi, innanzitutto perché i credenti delle diverse appartenenze possano, come ha detto di recente il Dalai Lama, «vivere in armonia ». Dunque, la lettura di scritti sacri o teologici non è proibita, soprattutto se accompagnata dalla lettura e meditazione anche dei testi propri della nostra tradizione cristiana e cattolica. Quello a cui si riferisce la lettrice è un testo “mistico”, che raccomanda la recita di un mantra, ossia di un’orazione breve e ripetuta, al fiine di passare da una situazione distopica a un’armonia con tutti gli esseri. Non è una preghiera rivolta a una divinità, ma un lavoro su sé stessi per riconciliarsi col cosmo e con gli altri. Se raggiunge tale scopo può essere utile anche al cristiano, purché non dimentichi che, come insegnava Giustino martire, nelle altre religioni, filosofie, culture, fedi sono rinvenibili i «semi del Verbo», ovvero tracce di quel Logos per mezzo del quale e in vista del quale l’universo e l’uomo sono stati creati; nella fede cristiana, invece, sussiste la verità tutta intera e non solo dei frammenti. E tale verità auspica che riconosciamo la presenza del divino nella natura e nella storia; quanto ci aiuta in questa conquista non è da rifiutarsi a priori. Il cristianesimo è inclusivo, non esclusivo e, se si conserva la propria opzione di fede, non è la recita di un mantra che può farci diventare buddisti, né il pregare il Padre nostro (preghiera universale alla luce di Fratelli tutti) a rendere gli altri cristiani.

 
 
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