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venerdì 24 maggio 2024
 
 

Un cono di luce esalta il dramma di Salome

12/03/2024  Il capolavoro di Richard Strauss in scena fino a 16 marzo al Teatro dell'Opera di Roma nella versione del regista Barrie Kosky. Sul podio Marc Albrecht. Uno spettacolo da non perdere.

C’è tempo fino al 16 marzo per ammirare uno degli spettacoli più belli visti in questi ultimi anni al Teatro dell’Opera di Roma. La Salome di Richard Strauss (dramma in un atto dall’omonimo dramma di Oscar Wilde), nella versione del regista di origine australiana Barrie Kosky. Meglio di qualunque descrizione rendono bene l’idea dello spettacolo le parole dello stesso regista, nell’intervista pubblicata sul programma di sala del Teatro Costanzi. “Ho tolto tutto dalla scena, ho spogliato il palcoscenico e ho lasciato il buio. I cantanti si muovono nel nulla, nell’oscurità, inseguito da un’unica fonte luminosa, un cono di luce che io dirigo come un personaggio: una luna che illumina e nasconde, rivela e disvela, perché quando siamo immersi nelle tenebre tutto cambia, guardiamo e ascoltiamo le persone in modo diverso”.

Non c’è il palazzo di Erode da ammirare. Manca il vassoio d’argento per la testa mozzata di Jochanaan. Salome non ha veli da togliersi e i giudei disputano fra loro incappucciati e vestiti di scuro, quasi invisibili. Eppure alla fine si ha la sensazione che a questo splendido spettacolo non manchi proprio nulla.

L’attenzione degli spettatori si concentra soltanto sulla meravigliosa musica di Strauss (ben diretta da un grande esperto del  repertorio tardo romantico tedesco-austriaco, il tedesco Marc Albrecht, e ottimamente eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma) e sulla recitazione degli interpreti, tutti azzeccati nei loro ruoli ed esaltati dal cono di luce che li illumina: la Salome di Lise Lindstrom, lo Jochanaan di Nicholas Brownlee, l’Erode dello strepitoso John Daszak, l’Erodiade di Katarina Dalayman, il Narraboth di Joel Prieto.

Richard Strauss compone questo dramma in un unico atto nel 1905, elaborando lui stesso il libretto sulla base della traduzione tedesca di Hedwig Lachmann. Il compositore estremizza il conflitto tra Salome e Jochanaan – la principessa chiede la testa del profeta al suo patrigno Erode perché il suo amore è rimasto insoddisfatto – arricchendo il linguaggio con un’intensità fino ad allora inedita. Barrie Kosky sceglie di raccontare la storia interamente dal punto di vista di Salome, purificando il dramma dai suoi tratti esotici e biblici per esaltare la lettura psicologica della protagonista.

Le prossime repliche sono previste martedì 12 marzo e giovedì 14 marzo alle ore 20.00 e sabato 16 marzo alle ore 18.00.

 
 
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