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domenica 26 giugno 2022
 
 

Un copto alla guida della Corte Suprema egiziana

10/02/2022  Ha prestato giuramento mercoledì nelle mani del presidente Abdel Fattah El-Sisi il giudice Boulos Fahmy. Intanto il Parlamento egiziano si prepara ad approvare la nuova legge sullo status personale dei cittadini cristiani

Il primo cristiano copto a capo della Corte costituzionale suprema, il più alto organo giudiziario egiziano, ha prestato giuramento mercoledì dal presidente Abdel Fattah El-Sisi.

Il giudice Boulos Fahmy, 65 anni, è stato scelto da El-Sisi tra i cinque più anziani dei 15 giudici in carica del tribunale, come richiesto dalla legge, ed è il 19° giudice a presiedere il tribunale da quando è stato istituito nel 1969.

Fahmy è a capo della segreteria generale della corte dal 2014. Succede al giudice Saeed Marei, andato in pensione per motivi di salute.

La Corte suprema costituzionale d'Egitto è un organo giudiziario costituzionale indipendente della Repubblica araba d'Egitto, istituito nel 1979, in sostituzione della Corte suprema creata dieci anni prima dal presidente Gamal Abd el Nasser. La principale funzione svolta dalla Corte è quella di verificare e confermare la costituzionalità di leggi e regolamenti emanati dalle autorità egiziane. La Corte Costituzionale è anche l'istanza suprema da utilizzare in caso di conflitto di giurisdizione, ed è chiamata a risolvere le contraddizioni tra le sentenze emesse dall'autorità giudiziaria.

La nomina del giudice Fahmy è presentata come un segno di attenzione verso la comunità copta egiziana, che rappresenta  la più grande minoranza religiosa non musulmana del Medio Oriente. I copti costituiscono circa il 10-15 per cento  della popolazione egiziana, a maggioranza musulmana sunnita.

Intanto, come riporta l’agenzia Fides, il Parlamento egiziano si prepara ad approvare la nuova legge sullo status personale dei cittadini cristiani. Una legge attesa da decenni dalla Chiesa copta ortodossa e dalle altre Chiese e comunità ecclesiali presenti in Egitto, che conterrà anche disposizioni rilevanti su delicate questioni relative al diritto di famiglia.

Proprio un articolo scritto nel 2019 per il sito egiziano “Darraj” e dedicato alle discriminazioni dei copti e l’unico capo di imputazione rimasto in piedi contro Patrick Zaki, lo studente egiziano ancora in attesa di giudizio dopo i 22 mesi di detenzione conclusi con la sua scarcerazione nel dicembre del 2021.

In Egitto i copti sono stati storicamente bersaglio non solo di discriminazione, ma anche  degli attacchi degli estremisti islamici, che più volte hanno colpito le chiese durante le celebrazioni e le festività.

 
 
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