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martedì 21 maggio 2024
 
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«Impariamo a gustare il grande dono della vita»

01/02/2016  Don Ampelio Crema, presidente del Festival della vita di Caserta, giunto alla VI edizione, ci racconta come è nata questa iniziativa che quest'anno si intitola: "Vivere è amare... La misericordia fa fiorire la vita". Il programma dell'evento che si svolge dal 30 gennaio al 7 febbraio.

don Ampelio Crema, presidente del Festival della vita di Caserta
don Ampelio Crema, presidente del Festival della vita di Caserta

Giunge alla sua VI edizione il Festival della vita di Caserta, si tiene in questi giorni  (dal 30 al 7 febbraio). Nato nel 2010  da un’intuizione del compianto vescovo della città, monsignor Pietro Farina, attento alle problematiche comunicative e sociali. Il presidente del festival è don Ampelio Crema  (del Centro culturale San Paolo) che ci racconta come nacque questa manifestazione: «Monsignor Farina era consapevole che alla base  del disagio sociale c’è un “disprezzo” dell’altro, un non saper gustare il grande dono della vita! Quale occasione più propizia di organizzare il festival in preparazione alla Giornata della vita della prima domenica di febbraio. Il festival vuole essere luogo di incontro, dialogo con tutti quanti hanno a cuore la vita in tutti i suoi aspetti. Un evento che “vuole affrontare il tema della vita con la serietà che gli compete e con la leggerezza che permette un coinvolgimento ampio e gioioso”: questo quanto ci siamo ripromessi fin dalla prima edizione».

Come mai  avete scelto Caserta per questa manifestazione?

«Una delle speranze di monsignor Farina era che che nei media si parlasse di Caserta e del territorio per notizie positive, per appuntamenti interessanti e non sempre purtroppo per notizie di cronaca nera, delinquenza e delitti.  Nel nostro piccolo qualcosa stiamo realizzando! E questo grazie al convergere di tante realtà del territorio che trovano nel festival una occasione per dialogare e per confrontarsi».

Ogni anno un tema diverso. Qual è quello di quest'anno?

«Dopo la prima edizione del 2011 abbiamo deciso ogni anno di “declinare” un verbo della vita. Dopo “generare” (2012), “custodire” (2013), “educare” (2014), “condividere” (2015), quest’anno ci siamo orientati sul verbo “amare”. Senza amore, la vita è grigia, è spenta… è priva di senso! Al verbo ogni anno aggiungiamo il tema che i vescovi italiani propongono per la giornata della vita, in modo da entrare in sintonia con la chiesa italiana. Da qui i tema di quest’anno che è: Vivere è amare. La misericordia fa fiorire la vita».  

Per ogni edizione ospitate e premiate un personaggio significativo. Chi sarà quest'anno?

«Quets'anno verrà premiato Stefano Zamagni, importante e conosciuto economista di fama internazionale. Ma sono passati tanti personaggi significativi. Ricordo in particolare coloro a cui è stato assegnato il “Premio alla vita”: nel 2011 è stato premiatoil cardinale Elio Sgreccia, uno tra i massimi esperti internazionali in materia di Bioetica; nel 2012 il premio è andato al prof. Mario Melazzini presidente AISLA., nel 2013 a Padre Adriano Sella, responsabile Nazionale della Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di Vita, nel 2014 a Mons. Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, nel 2015 il Premio Festival della Vita è stato  assegnato a Padre Maurizio Patriciello per il suo impegno nel sociale».

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