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giovedì 26 maggio 2022
 
 

Un'Italia sempre più povera

28/01/2014 

Assistere alle diatribe politiche italiane è come assistere a un dibattito lunare se guardiamo in faccia la realtà degli ultimi dati offerti da Bankitalia, che riprende uno studio della Bce: in Italia la povertà continua a divorare strati della popolazione. Nel nostro Paese infatti una famiglia su sei è ufficialmente povera. Lo conferma un’indagine della Banca Centrale Europea sui bilanci delle famiglie nell’area dell’euro. La quota di individui in condizione di povertà relativa nel Vecchio Continente risulta complessivamente pari al 13 per cento, mentre in Italia si registra un valore piu’ elevato: il 16,5 per cento.

Vengono identificati come poveri gli individui il cui reddito equivalente e’ inferiore alla meta’ della media di ciascun Paese, ovvero 8.500 euro in Italia. Il reddito medio delle famiglie italiane poi è piu’ basso rispetto a Germania e Francia. Se nell’Eurozona il reddito medio e’ di 37.843 euro, per le famiglie tedesche e’ di 43.531 euro, per quelle francesi e’ di 36.918 euro, mentre per quelle italiane e’ di 34.344 euro, valore che le colloca al nono posto nella classifica dei Paesi Ue. La quota di poveri in Italia è doppia rispetto alla Francia (8,9 per cento) e superiore anche alla Germania (13,4 per cento).    

Una delle cause dell’impoverimento è certamente la disoccupazione. L'Italia continua a "conquistare" posizioni nella classifica europea, soprattutto giovanile. In Italia oltre il 12,5 per cento degli occupati non riesce a vivere del suo stipendio. Solo Romania e Grecia fanno peggio (oltre il 14 per cento). A battere sullo stesso tasto è anche il Fondo Monetario Internazionale. Per il capo economista Olivier Blanchard, il Sud Europa ''continua a essere la parte dell'economia mondiale piu' preoccupante”. Se per il 2014 è prevista una crescita positiva, e in alcune aree del pianeta addirittura superiore alle attese, sarà “fragile'' per l’area del Sud Europa, Italia compresa. Fragile vuol dire che la disoccupazione rimarrà ai livelli attuali. La politica vuol fare qualcosa?  

 
 
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