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Un maggiore dell'Aeronautica sulla Space Station

28/05/2013 

Tutto è pronto a Baikonur per il lancio - previsto per oggi, alle 22.31 ora italiana - della Soyuz TMA-09M. A bordo, il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin, per la quarta volta nello spazio, e l’americana Karen Nyberg, al suo secondo volo. Insieme a questi veterani, una “matricola”: Luca Parmitano. Siciliano, maggiore pilota dell’Aeronautica, 36 anni, collaudatore con oltre duemila ore ai comandi di 40 velivoli di ogni tipo, trascorrerà sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale e sarà il primo italiano (e anche il primo europeo) a passeggiare nel vuoto. Due o tre “attività veicolari” o Eva (Extra Vehicular Activity), come dicono gli addetti ai lavori. Parmitano sarà il sesto nostro connazionale in orbita e il secondo, dopo Paolo Nespoli, ad affrontare una permanenza di sei mesi. Ma la sua, molto probabilmente, è la missione più impegnativa mai affidata a un italiano. Ecco, in un video (in inglese) diffuso dall'Esa, Agenzia spaziale europea, Parmitano che racconta i giorni della preparazione e che cosa anfrà a fare nello spazio:



Parmitano e i suoi compagni di missione hanno trascorso le ultime settimane in quarantena per ridurre il rischio di contrarre un raffreddore o l'influenza. Solo i familiari più stratti hanno potuto avvicinrli. A Baikonur, la vigilia del lancio, hanno piantato un albero nel giardino dell'Hotel dei Cosmonauti, come vuole la tradizione iniziata da Yuri Gagarin. E hanno visto insieme un vecchio film russo dal titolo "Il sole bianco del deserto", sempre lo stesso, proiettato prima di ogni lancio. A proposito di rituali, il 12 aprile 1961, prima di salire sulla Vostok, Gagarin svuotò la vescica urinando sulla ruota del'autobus che lo accompagnava alla rampa. Da allora è diventata una tradizione. Meglio, un rito propiziatorio. Anche l'italiano, come tutti i cosmonauti, aprirà la tuta Sokol per fare pipì sulla ruota. Karen Nyberg, ovviamente, non potrà farlo. Probabilmente seguirà l'esempio di altre donne astronauta, che hanno versato sulla gomma una boccetta d'urina raccolta in precedenza.

Grazie alla sua esperienza di pilota collaudatore e alla padronanza del russo (oltre che dell’inglese), durante il lancio e il rientro Parmitano occuperà il seggiolino di sinistra della Soyuz, quello dell’ingegnere di bordo (al centro siede il comandante e a destra il terzo membro dell’equipaggio, che può essere un semplice passeggero). Oltre ad avere una perfetta conoscenza della navicella e dei sistemi di bordo, l’astronauta italiano potrebbe essere chiamato a guidare manualmente il rientro della capsula in caso di avaria ai computer di guida.

Come abbiamo anticipato, inoltre, Parmitano dovrà compiere due o tre uscite nello spazio per compiere degli esperimenti e per attrezzare la Stazione Spaziale all’arrivo del nuovo modulo russo Mlm. Inoltre, avrà il compito di manovrare il braccio robotico del laboratorio orbitale. Ad esempio, per afferrare la navicella automatica Dragon, che, a differenza dell’Atv europeo e della Progress russa, non attracca da sola, ma va presa e avvicinata al boccaporto con il braccio. Selezionato dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea) nel 2009, Luca Parmitano fa parte della nuova generazione di astronauti europei. Sei, tutti trentenni. Fra loro c’è una donna, anche lei italiana: Samantha Cristoforetti, che sarà lanciata alla fine del 2014. Per quattro anni Parmitano si è addestrato duramente in Europa, in Russia e negli Stati Uniti. Adesso è pronto. Buon viaggio Luca!

 
 
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