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domenica 04 giugno 2023
 
siccità
 

Una Messa per pregare e invocare la pioggia

14/06/2022  In Lombardia, a causa della siccità, la situazione delle risaie è ormai drammatica. I risicoltori affrontano una situazione mai vista prima. Per questo c'è chi ha proposto una funzione per chiedere il dono della pioggia: «Non so se servirà più a far piovere od aiutarci a mettere il cuore in pace in questo momento così difficile». È stata celebrata il  14 giugno a Milano presso la chiesa antica del Fopponino

L'antica chiesa del Fopponino a MIlano dove il 14 giugno si celebra una Messa per chiedere il dono della pioggia.
L'antica chiesa del Fopponino a MIlano dove il 14 giugno si celebra una Messa per chiedere il dono della pioggia.

«L’idea è venuta a mio padre Franco. Ha visto la mia preoccupazione e ha pensato di starmi vicino chiedendo al suo amico don Serafino Marazzini, parroco di San Francesco al Fopponino, una messa per chiedere l’arrivo della pioggia». Lo racconta Antonio Strada, 61 anni, risicoltore lombardo: «Gestisco l’azienda agricola di famiglia a Scaldasole in provincia di Pavia. Da dicembre non piove e non nevica e le tre grandi aree della nostra pianura, Lomellina, Vercellese e Novarese dove si coltiva il riso, sono davvero in crisi». Sono venuti meno tre fonti d’acqua fondamentali: «quella della neve invernale, che apporta acqua sciogliendosi d’estate; i bacini idrici delle montagne che creano energia elettrica e sono ormai svuotati, e il lago maggiore il cui livello è talmente basso che si è deciso di ridurre, da domani, l’uscita delle acque utilizzate per irrigare».

Dispositivi per la regolazione della portata delle acque irrigue, nell'agro della Lomellina oggi colpite dall'emergenza idrica
Dispositivi per la regolazione della portata delle acque irrigue, nell'agro della Lomellina oggi colpite dall'emergenza idrica

E le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti: «L’agricoltura è in ginocchio. Producevamo all’anno 13-14 milioni quintali di riso e quest’anno saranno, se va bene, la metà o forse un terzo. Intanto non possiamo tenere allagate le risaie. Non sono sommerse come si è abituati a vederle. Ci limitiamo, ogni giorno, a bagnare un campo o due per non farle morire.  Da oggi non riusciremo neppure a fare questo. E, ormai, se arriverà l’acqua dovrò comunque decidere quali campi tenere in vita e quali fare morire».

Insomma, una situazione che lo ha buttato davvero giù di morale: «Per questo mio padre, lo scorso 9 giugno, ha scritto a don Serafino. Scoprendo che le letture di quel giorno (la prima e il Salmo responsoriale), inviate dal parroco, parlavano esattamente dell’umanità che invoca la pioggia».

«Non so se la Messa servirà più a far piovere o a aiutarci a mettere il cuore in pace in questo momento così difficile», conclude Antonio Strada che nella sua lunga esperienza è la prima volta che affronta una tale emergenza.

E don Serafino? Ha compreso e accolto la richiesta di celebrare una Messa: «Al di là delle scelte che l’uomo può fare per contrastare questa grave situazione per l’agricoltura, mi piace che qualcuno scelga anche di chiedere al Buon Dio il dono della pioggia e dell’acqua e del benessere che possono portare. La Chiesa ha anche questa attenzione. Là dove ci sono preoccupazioni ha sempre cercato di dare una parola buona con una benedizione e un’invocazione. Preghiamo chiedendo il dono della pioggia o della beatitudine che porta l’acqua non solo per i presenti alla celebrazione ma per tutto un Paese che sta affrontando la stessa difficoltà».

La messa si terrà oggi 14 giugno alle 17.30 presso l'antica chiesa della parrocchia di San Francesco al Fopponino in via Paolo Giovio a Milano.

 
 
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