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giovedì 02 dicembre 2021
 
 

Un Paese senza figli non ha futuro

30/05/2014  Padre di cinque figli e parlmentare, Mario Sberna dei Popolari, commenta la dentalità ai minimi storici in un Paese che non fa scelte a favore.

L’Istat lancia un grido di allarme per una denatalità in Italia ai minimi storici e Mario Sberna, parlamentare dei Popolari e padre di cinque figli, risponde. «Sono dati agghiaccianti, è dal 1995 che non eravamo a questi livelli. Del resto oggi (29 maggio ndr) si è discusso in parlamento l’ennesimo provvedimento “contro” alla famiglia, il divorzio breve. Mentre non passano mai le proposte che la sostengono: io soltanto ne ho presentate sette e una specificamente sui figli».

L’ipotesi più accreditata è che sia un risvolto della crisi.

«La denatalità è l’esito inevitabile di uno Stato che ti punisce perché fai i figli. Basta guardare le addizionali Irpef regionali o comunali, così come le tariffe su consumi e servizi, regolate dall'individualismo anti famiglia di chi le ha volute. È chiaro che in questa situazione e con la crisi che morde, se non sei sorretto da chi ti aiuta e non hai la fede, rinunci ad allargare la famiglia. Se a questo aggiungi che le donne devono necessariamente lavorare ecco che la paura si fa sentire e il nostro Paese diventa sempre più vecchio. Proprio stamattina leggevo su un quotidiano: “Maxi detrazione di 150 euro per ogni figlio a carico”. Ma io dico a chi legifera e chi fa questi titoli: vi rendete conto dell’assurdità? 150 euro all’anno sono meno di 15 euro al mese. Se non bastasse le donne extra comunitarie stesse quando arrivano in Italia smettono di fare figli».

E Mario Sberna, padre di cinque ragazzi, lo sa bene quanto costano.

«Ho deciso con moglie e figli di non cambiare classe sociale e, quindi, non tratteniamo per noi lo stipendio parlamentare: sappiamo cosa significhi non arrivare a fine mese. Lo stesso libro bianco del welfare dice che la nascita del primo figlio impoverisce la famiglia del 30%, quella del secondo del 45. Le famiglie con tre figli sfiorano spesso la soglia della povertà. Di fronte a questi dati come pensiamo di risollevare le sorti del Paese? Quello che non capisce l’Italia è che uno Stato che perde in natalità perde anche in produttività e sviluppo. Io e mia moglie, con tutte le fatiche del caso, abbiamo scelto, con tre figli naturali e due adottati, di avere in casa il futuro, la gioia e la speranza».

 
 
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