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domenica 07 agosto 2022
 
 
Benessere

Un piede “comodo” per garantirci una buona postura

02/03/2015  La causa di cefalee, lombalgie e dolori articolari dipende spesso dal modo in cui camminiamo. Da privilegiare le scarpe che assicurano un buon contenimento, mentre va ridotto al massimo l’uso di tacchi e infradito.

Sarà colpa della loro distanza dalla testa, ma a volte dei piedi proprio ci dimentichiamo. Fra tutte le disattenzioni, questa può costare molto cara alla nostra salute, visto che un loro appoggio errato si ripercuote nel tempo su schiena, spalle, ginocchia e non solo. «Il modo in cui camminiamo infl uenza la postura, che a sua volta può determinare l’insorgenza di patologie a carico dell’intero sistema muscolo-scheletrico», commenta il dottor Massimo Armandi, tecnico ortopedico specializzato in Ortoprotesica del piede e Ortopodologia sportiva, membro dell’International society for prosthetics and orthotics (Ispo) e titolare dello Studio Latos podolo y & rehabilitation center di Savigliano (www.studiolatos.com). «Cefalee, dorsalgie, lombalgie, dolori alle articolazioni, ma anche difetti di masticazione, respirazione e digestione, possono essere causati dalle tensioni pericolose che si sviluppano quando ossa, tendini e muscoli non vengono sollecitati correttamente in fase di movimento».

Se i segnali che devono insospettirci sono un’andatura anomala, il ripetersi frequente di incespicamenti o magari l’usura disomogenea delle suole, più da un lato che dall’altro, un check up podo- posturale è importante per tutti, al di là dei sintomi e dell’età. «Le problematiche possono essere corrette in fase evolutiva e compensate fra gli adulti: ciò signifi ca che non è mai troppo tardi per migliorare l’appoggio plantare, trovando sollievo nelle eventuali patologie correlate». Il nostro riferimento sono fisiatri, podologi, posturologi, fi sioterapisti e ortopedici, che eff ettuano visite accurate, assolutamente non invasive e a costi contenuti (privatamente, intorno ai 100 euro).

Per trovare il centro specializzato più vicino al nostro domicilio, sono utili i siti delle associazioni di categoria – per i fisioterapisti www.ai.net e www.federazionesioterapisti.it; per i podologi www.associazionepodologi.it e www.ampi.it; per i tecnici ortopedici www.oto.it e www.antoi.it – che forniscono le indicazioni territoriali.

Esami e strumenti specifici

Se è vero che non esiste una postura ideale per tutti, ce n’è sicuramente una personalizzata, sana e funzionale che dobbiamo conquistare per restare in forma. «Lo specialista osserva prima a occhio nudo e poi con apparecchiature molto sofisticate alcuni dettagli significativi, abbinando esami specifici a seconda dell’età e dei movimenti prevalenti nella vita quotidiana, dovuti al lavoro o allo sport praticato», spiega l’esperto.
Il baropodometro, per esempio, è una pedana costituita da centinaia di micro sensori che – calpestata da fermi oppure in movimento – rileva la distribuzione della pressione sulla pianta del piede. «A quel punto, individuando gli eventuali difetti di appoggio, si può consigliare la correzione idonea». In gergo tecnico, si definiscono ortesi tutte quelle soluzioni (plantari, solette, podocettori, amplicettori...) che prevengono e curano gli stati patologici del piede e della postura.

Esistono quelle costruite sull’impronta del piede opportunatamente corrette a seconda del bisogno, oppure quelle propriocettive, che si limitano a stimolare alcuni punti della pianta del piede per modificare le informazioni inviate al sistema centrale del corpo. «Il piede possiede una rete nervosa molto fitta, che trasmette al cervello tutte le sensazioni termiche, tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche recepite a livello di cute, tendini e articolazioni », semplifica lo specialista. «Grazie a queste informazioni, associate a quelle provenienti da altre fonti, come gli occhi, viene formulata una risposta motoria: va da sé che, stimolando i muscoli intrinseci del piede, le ortesi propriocettive, cioè in grado di rilevare senzazioni di varia natura, producono un’autocorrezione delle anomalie statiche e dinamiche».

La vasta gamma di rimedi ortopedici è adatta sia a chi deve semplicemente ridurre il dolore in caso di artrosi, problemi circolatori o reumatici, sia a chi deve intervenire sull’evoluzione di patologie (come il piede piatto o l’alluce valgo) per evitarne il peggioramento. Un plantare posturale ha un costo che varia in media fra i 150 e i 180 euro, con un’efficacia che perdura fino a due anni.

Sportiva, elegante, corrente

  

Ovviamente, la prevenzione deve avvenire tutti i giorni, nel corso delle normali attività quotidiane. Al di là degli aiuti medici che possiamo fornire ai nostri piedi, possiamo garantirci una buona postura scegliendo una scarpa adatta alle singole esigenze. «Non esiste una calzatura ideale, perché a seconda della stagione climatica variano i materiali usati per la struttura interna, le imbottiture, le cuciture delle tomaie, lo spessore delle suole e l’altezza del tacco: tutti elementi che vanno presi in considerazione per acquistare il modello conforme all’età e alla tipologia di movimento da eff ettuare», specifica Armandi. In generale, sono disponibili tre principali tipologie di scarpe.

La sportiva: comoda, larga e morbida, off re caratteristiche gradevoli al piede, che viene accolto in un “ambiente riposante”. Ovviamente, per ogni disciplina sportiva, esiste un modello che favorisce il contatto e un’adeguata presa sul terreno, oltre a un elevato livello di performance.

L’elegante: da sempre rappresenta il modello anti-anatomico e anti-fi siologico per eccellenza; punte strette che costringono le dita a sovrapporsi, tacchi alti che modifi cano l’allineamento naturale del corpo, invasi calcaneari rigidi o sostituiti da semplici cinghietti.

La corrente: è la meno amata dal pubblico femminile, perché non segue le tendenze della moda, ma ha il pregio di rispettare l’anatomia del piede grazie alla punta ampia e alta, alla chiusura con i lacci o con il velcro, al tacco che viene compensato dalla suola piuttosto spessa.

«La regola generale deve essere questa: maggiore è il contenimento del nostro piede, migliore è la sua stabilità rispetto a eventuali distorsioni, scivolamenti e movimenti scorretti», conclude Armandi. «Le ciabatte, le infradito, gli zoccoli e le calzature aperte, come i sandali, non garantiscono un alloggiamento idoneo, costringono a tenere il piede contratto per non perdere il calzare e a camminare in modo forzoso». Lo stesso vale per i tacchi, che vanno utilizzati solo occasionalmente, perché diminuiscono l’area di appoggio della calzatura e sottopongono l’intera postura a carichi squilibrati anche sul ginocchio e sulla colonna vertebrale. Insomma, i piedi preferiscono una coccola all’estetica.

 
 
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