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Un premio a tutte le donne nigeriane

28/03/2015  Il riconoscimento giapponese “Niwano” per la pace va alla pastora Esther Abimiku Ibanga, che si batte per le donne contro Boko Haram. La pastora ha realizzato progetti per ridare fiducia e competenze alle donne anche in campo economico, come il microcredito per diventare autonome.

E’ la pastora che si batte contro Boko Haram, una delle voci cristiane che è stata in grado di moltiplicare la voce delle donne nel suo Paese. Si chiama Esther Abimiku Ibanga e sarà lei a ricevere il 32° premio Niwano per la pace che le sarà consegnato a Tokio il prossimo 14 maggio. Anche questo è un modo per non dimenticare la tragedia della Nigeria. Il premio Niwano, intitolato al fondatore e primo presidente dell’organizzazione buddista Rissho Kosei-kai, Nikkyo Niwano, osservatore al Concilio Vaticano II su invito di Paolo VI, da 32 anni premia persone e organizzazioni in prima fila nella cooperazione religiosa e la pace.

Il Comitato di selezione è composto da 11 leader religiosi di diverse parti del mondo. Il vincitore viene selezionato tra 600 candidati proposti da 125 Paesi del mondo. Il primo ad aver ricevuto il Premio è stato mons. Helder Camara,arcivescovo di Recife, nel 1983. La pastora Ibanga ha fondato nel marzo del 2010 la “Women Without Walls Initiative” un’organizzazione per mettere fine alla violenza e alle ingiustificate uccisioni di donne e bambini nello Stato di Plateau, in Nigeria, che ha riunito diversi gruppi di donne al di là delle divisioni etniche e religiose. E’ stata la prima organizzazione ad avere tra i suoi membri le donne leader di tutti i gruppi tribali, incluse cristiane e musulmane. E’ lei che ha alzato una delle più forti voci di condanna verso i sequestri di Boko Haram.

Ibanga ha puntato sulle donne per trovare una soluzione non violenta al conflitto in Nigeria. Spiega che solo le donne possono esercitare un’influenza nella vita degli uomini e “diventare un potente volano per la pace”. La pastora ha realizzato un progetto per ridare fiducia alle donne con l’acquisizione di competenze anche in campo economico, come il microcredito, necessario alle donne per diventare autonome. Ha organizzato marce di protesta contro i signori della guerra di tutte le parti e in particolare contro le violenze di Boko Haram sulle madri e sulle bambine. 

L’organizzazione fondata dalla pastora ha che avviato i “dialoghi con la polizia” per promuovere la fiducia tra popolazione e forze dell’ordine. Di tuto ciò la pastora è andata a parlare alle Nazioni Unite, presentando un documento intitolato “Prevenire e affrontare la violenza e le atrocità criminali contro le minoranze”. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo a maggio e la pastora Ibanga riceverà oltre ad una medaglia e un attestato anche una somma di venti milioni di yen per sostenere l’opera della sua associazione di donne.

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