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martedì 22 settembre 2020
 
Il presidente più amato
 

Un ricordo di Sandro Pertini a 30 anni dalla scomparsa

24/02/2020  Il 24 febbraio 1990 moriva all'età di 94 anni Sandro Pertini, il settimo presidente della Repubblica sicuramente il più amato. Una vita avventurosa, tra guerre, prigionie, esilio, confino e lotta partigiana, sempre all'insegna di valori come la libertà e, la giustizia e i diritti dei lavoratori

30 anni fa moriva Sandro Pertini, il settimo presidente della Repubblica, sicuramente il più popolare e amato. Era stato eletto nel 1978, quasi con un plebiscito, 832 voti su 995, un consenso mai avuto prima né dopo nella storia repubblicana,  primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la carica. Aveva già 82 anni ma interpretò la sua carica con un’energia e una vitalità fuori dal comune. Alieno al protocollo, si rifiutò di andare a vivere al Quirinale, che raggiungeva ogni mattina a piedi dalla piccola mansarda in cui viveva con la moglie Carla Voltolina. Che per altro rifiutò il ruolo di first lady e lo accompagnò nei suoi viaggi ufficiali solo una volta, in Cina. Il settennato di Pertini fu contraddistinto da diverse tragedie che lo videro sempre in prima linea in mezzo alla gente. Era a Bologna, quando ci fu la strage della stazione. Era in Irpinia, tra i terremotati, a denunciare lui per primo i ritardi nei soccorsi. Era a Vermicino, quando tutto il Paese soffriva per il piccolo Alfredo Rampi. Ed era al Policlinico Gemelli quando il Papa, anche lui amatissimo dagli italiani, fu colpito dai proiettili di Ali Agca. Ancora, era lì a decidere di non firmare l'aumento dell'indennità dei parlamentari mentre gli italiani vivevano anni difficili, di crisi sociale ed economica. Fra tutti gli episodi che lo hanno visto protagonista, uno su tutti è scolpito nella memoria degli italiani: quando sugli spalti del Santiago Bernabeu di Madrid per la finale Italia-Germania dei campionati del mondo del 1982, esultò a ogni gol come un ragazzino, alzandosi dalla tribuna con le braccia alzate sotto lo sguardo raggelato del cancellerie tedesco. E poi, sull’aereo che riportava a casa la Nazionale, fu il protagonista della partita a scopone in coppia con Zoff, contro Bearzot e Causio. Pertini e Zoff persero, e il presidente, indispettito, se la prese con il compagno di squadra, salvo poi telefonargli successivamente per chiedergli scusa e prendersi la colpa della sconfitta. Alla fine del suo settennato aveva 89 anni, eppure la maggioranza degli italiani lo avrebbe voluto ancora Presidente.

Nel ricordare Sandro Pertini è doveroso fare un passo indietro e ripercorrere la sua vita che ha attraversato quasi un secolo di storia italica. Giovanissimo ufficiale si rese protagonista di atti di eroismo durante la prima guerra mondiale, rischiando anche di morire. Iscritto al partito socialista, nella sua città Stella si distinse per il suo antifascismo che gli causò percosse e una condanna. Accompagnò Turati nel suo esilio in Francia e lì visse qualche anno facendo i lavori più umili, malgrado le due lauree. Non riusciva più a stare lontano dalla patria e rientrato in Italia con documenti falsi fu catturato, e condannato al carcere duro nell’ergastolo di Santo Stefano. Fu trasferito in altre carceri, anche a causa delle sue precarie condizioni di salute, e quando finì di scontare la sua pena Mussolini lo spedì al confino. Con la caduta del fascismo i confinati poterono tornare liberi e Pertini non esitò ad arruolarsi nelle file dei partigiani, fino a quando fu catturato e condannato a morte. Rocambolesca la sua fuga da Regina Coeli con Saragat. Fu uno dei capi della Resistenza a Milano, e fu lui a decidere la morte per fucilazione di Mussolini, ma condannò aspramente lo scempio di piazzale Loreto. Finita la guerra fece parte dell’Assemblea costituente, soffrì quando il partito socialista si divise, e fu il primo socialista presidente della Camera. Il rigore morale, la difesa della libertà e dei diritti dei lavoratori furono i valori che incarnò per tutta la vita con straordinaria coerenza. Con un’attenzione particolare per i giovani a cui si rivolgeva in tanti suoi discorsi, e che accoglieva quotidianamente al Quirinale. Rispondere alla domande dei bambini, diceva, era l’incombenza più piacevole tra tutte quelle imposte dalla sua carica.  

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Sandro Pertini. Amato presidente

A trenta anni dalla morte di Sandro Pertini, il settimo Presidente della Repubblica, sicuramente il più popolare e amato, attraverso il racconto di un papà alla sua figlia undicenne, si ripercorre la vicenda avventurosa di un uomo dalle tante vite: eroico combattente nella Prima guerra mondiale, antifascista, prima esule in Francia e poi mandato in carcere e al confino

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