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mercoledì 24 aprile 2024
 
Consumi sostenibili
 

Un sorso di Venezia

25/01/2014  Presentato il progetto "Bevi Venezia", per promuovere l'uso dell'acqua pubblica e ridurre il consumo di plastica

In Italia solo un terzo delle bottiglie d'acqua di plastica viene smaltito correttamente e riciclato. I restanti due terzi finiscono tra i rifiuti indifferenziati, provocando un impatto ambientale sempre meno sostenibile. Per invertire la rotta e contemporaneamente promuovere un consumo consapevole dell'acqua pubblica, è nato il progetto "Bevi Venezia - Drink Venice", lanciato da Centro internazionale civiltà dell'acqua Onlus e Aikal.

"Bevi Venezia", che sarà presentato sabato 25 gennaio al Palazzo Congressi di Roma, nell'ambito di Ami - Expo di sapori mediterranei, è parte integrante del progetto su scala nazionale "Drink City", che intende valorizzare il patrimonio delle fontane nelle città italiane creando una vera e propria rete: sostenere il consumo di "acqua buona" da una fontanella pubblica e, allo stesso tempo, commercializzare bottigliette ricaricabili che riducono lo spreco di plastica, sono gli obiettivi a portata di mano del programma.

Nel caso di "Bevi Venezia", si intende diffondere il consumo consapevole di acqua fresca dalle fontanelle, acqua che è sicura, controllata quotidianamente e che oltretutto può essere consumata in loco senza inquinare la città con bottiglie di plastica. Il progetto, inoltre, non ha solo un importante risvolto nella promozione di un turismo ecosostenibile, ma contribuirà anche alla protezione del patrimonio cittidino: una parte dei ricavi dalla vendita di bottiglie riutilizzabili, infatti, sarà destinata al restauro delle fontane storiche veneziane.

Il progetto "Bevi Venezia" si propone quindi come modello per le tante città d'arte e turistiche in genere italiane: trasformare l'afflusso dei visitatori (20 milioni all'anno, nel caso di Venezia) in partner finanziari del programma, in nome del risparmio energetico, della difesa dell'ambiente, della tutela del patrimonio artistico e della solidarietà sociale.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.civiltacqua.org

 
 
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