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sabato 13 agosto 2022
 
 

Diana Krall, un tuffo nel passato

25/09/2012  Esce a inizio ottobre “Glad Rag Doll”, album che raccoglie classici del jazz e della musica popolare risalenti a un secolo fa. Un omaggio agli anni Venti e alla loro colonna sonora.

Un inchino agli anni Venti del passato secolo, un omaggio a quella musica che ascoltava, e molto voracemente consumava, nelle studio del padre. Diana Krall mancava dal 2009 e il suo rientro è questo Glad Rag Doll, un album composto da una manciata di bei classici composti e interpretati la prima volta circa un secolo fa che rivivono in una chiave diversa. La via – scelta soprattutto dal suo nuovo produttore T-Bone Burnett, che molto ha lavorato con suo marito Elvis Costello – è quella del rock ‘n’ roll, delle torch song, i classici del jazz e della musica popolare partoriti dalle più fervide menti della scena del Tin Pan Alley.

La Krall ha 47 anni, è madre di due gemelli che, ad appena cinque anni, amano ascoltare i Beatles molto più di Lady Gaga, e ha deciso di allontanarsi dalla bossa nova che spesso ha caratterizzato i suoi precedenti lavori. Ha fatto tutto in stile: nelle foto di copertina e del libricino di questo nuovo album, che sarà pubblicato a inizio ottobre, la si può vedere vestita in piena sintonia con la musica che interpreta. Ha convocato, per la seduta fotografica, un costumista di Chicago.

Ecco un'intervista, in inglese, rilasciata dalla Krall al marito Elvis Costello.

Tra le più belle interpretazioni c’è Just Like A Butterfly That’s Caught In The Rain, composta da Mort Dixon e Harry Woods e interpretata da Annette Hanshaw nel 1927, nella quale emerge tutto il suo swing e la passione per il bel canto. La musicista preferita da Clint Eastwood, che si è esibita alla Casa Bianca in onore di Burt Bacarach e ha collaborato con Paul McCartney nel suo ultimo disco, ha purtroppo cancellato le imminenti date del suo tour europeo, Italia compresa, però ha assicurato che tornerà la prossima estate.

Intanto un ascolto del disco renderà certamente l’idea di questo nuovo corso intrapreso da Diana Krall, la più bella voce femminile del jazz dell’ultimo decennio, anche quando, come in questo caso, fa il verso più a Frank Sinatra che non a Billie Holiday. Un nuovo corso in cui emerge, ancora una volta, il suo enorme amore nei confronti del marito, la cui presenza fantasma aleggia nell’intero album e qualche volta emerge chiaramente. Un plauso va infine alla chitarra di Marc Ribot, artista di gran spessore, anch’egli, infatti, già collaboratore di Elvis Costello, come di Tom Waits e molti altri.

 
 
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