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giovedì 23 settembre 2021
 
Malattia e famiglia
 

Un viaggio per comprendere l'Alzheimer

23/04/2015  In un libro Il giornalista Michele Farina, che ha perso la madre per la malattia, racconta storie di malati, famiglie, medici, volontari, ricercatori. Un grande reportage scritto con rara delicatezza e profondo rispetto per le persone.

E' un libro che fa pensare, commuovere e sorridere quello che Michele Farina, giornalista del Corriere della Sera, ha dedicato all'Alzheimer. Lo ha intitolato “Quando andiamo a casa?”. Sono le parole che spesso ripetono i malati di Alzheimer, anche quando si trovano già nella loro casa. E' una frase che trasmette tutto il senso della devastazione provocata da questa malattia ancora senza cura. Bisogna immaginarsi di fronte a un marito, una moglie, un padre o una madre che, nel salotto o nella camera da letto in cui vive da anni, implora. “Quando andiamo a casa?”.

Farina ha perso la madre per una forma di Alzheimer precoce. Quelli della malattia, scrive, sono stati “dieci anni di lento smantellamento” in cui sua mamma è stata svuotata “con il cucchiaino dell'uovo alla coque”. Lo strazio di quella perdita accompagna le pagine del libro, ma il tono di Farina è sempre delicato, leggero, affettuoso. Questo “viaggio per comprendere l'Alzheimer” è un reportage rigoroso durato due anni nel quale Farina ha incontrato, in Italia e all'estero, i malati e i loro familiari, medici, scienziati, ricercatori, badanti, volontari. Alcuni di questi incontri i nascono per caso, perché purtroppo, scrive Farina, imbattersi in storie di Alzheimer è come cercare il petrolio in Arabia Saudita.

Il libro presenta una galleria di personaggi indimenticabili. Alcuni ormai perduti, come l'uomo che ripete solo due parole (“Diesel, Germania). Altri ancora coscienti della loro condizione. Come Piergiuseppe, che dice scherzoso di avere mandato il cervello offshore. Crlo, che gira con un borsello salvavita. O Federico, che ammette: “qualche cellula purtroppo mi ha lasciato, devo portare il lutto per ciascuna?” Tra gli uomini ormai inabissati nella perdita della coscienza incontriamo anche personaggi noti, come l'ex allenatore di calcio Gigi Radice e lo scrittore Daniele Del Giudice. Per l'Alzheimer non c'è ancora una cura.I malati diventeranno sempre di più a causa dell'invecchiamento della popolazione.

La rete di assistenza, soprattutto in Italia, è ancora molto carente. Il mondo della politica e l'opinione pubblica si mostrano disattenti rispetto al tema delle demenze. Questo fa arrabbiare, indignare e lascia l'amaro in bocca. Ma del libro di Farina alla fine resta soprattutto la dolcezza di tante storie di amore, solidarietà e affetto. E l'autore alla fine confida: “Ho rivisto la mamma mille volte, in mille volti”.


Michele Farina
QUANDO ANDIAMO A CASA?
Editore Bur

Multimedia
Mi chiamo Mario e ho il morbo di Alzheimer
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