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sabato 28 maggio 2022
 
Realtà & finzione
 

Una fiction su Rigopiano? Non è il momento...

10/02/2017  Pietro Valsecchi, produttore di film e fiction di successo, annuncia una serie televisiva sulla tragedia che ha colpito l'hotel abruzzese provocando 29 morti. Opportunismo e volontà di ricordare? Molto fa pensare che valga la prima ipotesi.

UNA FICTION SU RIGOPIANO: A CHE PRO?  

Pietro Valsecchi, produttore di film e fiction di successo (i film di Checco Zalone e Distretto di polizia, per fare qualche esempio) annuncia di voler fare una fiction televisiva in quattro puntate sulla tragedia dell'hotel di Rigopiano. Quasi indispettito per le reazioni negative, si difende dicendo che la sua intenzione è di mantenere vivo il ricordo, in un Paese dalla memoria corta, e di contribuire all'accertamento della verità.

È davvero così?

Diverse considerazioni fanno opensare che la realtà sia diversa e che il produttore, questa volta, abbia perlomeno mancato di buon gusto e sensibilità. 

Dice, Valsecchi, che coinvolgerà i superstiti per realizzare la fiction. Senonché le reazioni di quanti sono stati interpellati faNno pensare a tuto fuorché al desiderio di collaborare: davvero? non lo si può fermare? perché così presto? Possiamo immaginare il pensiero dei familiari delle 29 vittime di questa tragedia che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso...

Aiuterebbe, una serie televisiva, ad accertare la verità? È lecito dubitarne, anche perché la magistratura ha appena vviato il suo lavoro e ci vorra del tempo, forse anni, per giungere a delle sentenze, quindi a una verità giudiziaria. È vero che la fiction non sarà pronta subito, ovviamente, ma solo fra qualche anno, ma nel frattempo, su che cosa si baserebbe la sceneggiatura? Su ipotesi? Condanne o assoluzioni anticipate? Stabilite in base a che cosa? Tanto più, lo ribadiamo, che i supertiti non hanno alcuna voglia di collaborare con il produttore...

LA VALANGA INOPPORTUNA

In assoluto non è vietato pensare che anche su questa immane e dolorosa tragedia si possa un domani progettare una fiction. Un domani, però, non oggi, a nemmeno un mese dai fatti. Un maggiore rispetto e sensbilità verso le persone travolte non solo fisicamente da questa valanga - "La valanga" dobrebbe essere il titolo della serie - avrebbe richiesto tempi diversi.

L'uscita di Valsecchi, che ha voluto annunciare la novità con un comunicato ufficiale, pecca senz'altro di opportunismo e non riesce e toglierci il sospetto che tanta fretta sia stata dettata dalla volontà di attirare risorse, quando il ricordo è ancora caldo e vivo. 

Troppo caldo e troppo vivo, appunto. 

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